Il Tè verde è una delle miscele più conosciute e usate in tutto il mondo.

Gli effetti benefici sono dovuti soprattutto alla presenza, nel tè verde, di un grande contenuto di catechine e composti polifenolici che funzionano da potenti antiossidanti, che agiscono contro i radicali liberi.

Nello specifico, ecco alcuni benefici:

• È ricco di antiossidanti: i germogli delle foglie e le foglie giovani del tè verde contengono un’alta percentuale di principi antiossidanti, utili per contrastare la formazione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.

• Protegge la pelle : il tè verde, grazie al contenuto di vitamine B, C, E e betacarotene, è un toccasana anche per i problemi della pelle come l’acne. Il contenuto di antiossidanti rende il tè verde un ottimo coadiuvante e alleato nella lotta all’invecchiamento cutaneo, evitando molte discromie della pelle.

• Riduce i livelli di colesterolo e contribuisce a sostenere le funzioni cardiache, concorrendo al mantenimento di un buono stato di salute.

• Favorisce la termo-combustione dei grassi grazie alla sua straordinaria azione detossinante e rinvigorente.

È possibile godere dei suoi benefici, oltre che bevendone l’infuso, anche assumendolo per altre vie. Parliamo dei tanti prodotti cosmetici (lozioni per corpo, viso e capelli, estratti secchi, polvere, gelatine, etc) che ne contengono una buona percentuale.

 

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Tutto il nostro corpo risponde in maniera diversa a buone o cattive abitudini. Tra le abitudini che contribuiscono alla salute del sistema immunitario vi sono il consumo regolare di frutta e verdura di stagione, svolgere regolare attività fisica, evitare il fumo e bere bevande alcoliche con moderazione.

Anche controllare il peso corporeo e la pressione sanguigna è importante così come prender sonno ad orari regolari e dormire dalle 7 alle 8 ore. In molti casi si rivela utile ricorrere al supporto di piante medicinali ad azione immunostimolante.

Ma come dicevamo un’alimentazione ricca di nutrienti dedicati può fare la differenza.

Il sistema immunitario infatti beneficia di un regime alimentare sano e variato che fornisca, oltre ad un equilibrato mix di nutrienti, anche un adeguato apporto calorico.

Garantire un adeguato apporto calorico significa anche evitare di consumare alimenti in eccesso, soprattutto se molto ricchi in grassi.

I grassi non vanno però esclusi dalla propria dieta. E’ importante capire quali sono i grassi utili all’organismo e che hanno anche un benefico effetto sul sistema immunitario.

Il ruolo protettivo viene svolto dai grassi polinsaturi, detti anche omega-3 e omega-6, che troviamo in alte quantità in alimenti come il pesce azzurro (ad esempio sgombro, sarde e sardine) e la frutta secca.

Il sistema immunitario trae grandissimi benefici anche da prodotti lattiero-caseari fermentati, yogurt e latte fermentato con probiotici in particolare.

Anche vitamine e sali minerali giocano un ruolo importante e l’apporto deve essere costante.

Le vitamine del gruppo B sono fondamentali. Si possono trovare in cereali, legumi, verdure e lievito. La Vitamina B12 invece può essere assunta solo da alimenti di origine animale, come fegato, tuorlo d’uovo, pesce, formaggio e carne.

Una protagonista indiscussa è la vitamina C, prevalentemente presente negli agrumi, ma anche moltissimo nei kiwi, nelle fragole e nei frutti di bosco. Utilissima anche la Vitamina A, che può essere assunta come precursore, cioè sotto forma di beta-carotene, contenuto ad esempio nelle carote e nei frutti giallo-arancio.

Anche i sali minerali possono contribuire al normale funzionamento del sistema immunitario, soprattutto Ferro, Zinco, Rame e Selenio. Sono assimilabili attraverso l’assunzione di lievito di birra, molluschi, broccoli, cereali integrali, funghi.

Qualora l’alimentazione dovesse risultare povera di tali nutrienti è possibile ricorrere all’uso di integratori alimentari. Possiamo arricchire la nostra dieta con supplementi di vitamina C, di minerali, composti per sostenere il sistema immunitario, acidi grassi polinsaturi o estratti di piante.

Gli integratori non sono però intesi come sostituti di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita, ma una fonte concentrata di sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico.

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Le tossine sono un prodotto di scarto del nostro organismo, che nuocciono al mantenimento dell’equilibrio biochimico delle nostre cellule e quindi della nostra salute in generale.
L’origine delle tossine è duplice. Convenzionalmente, vengono suddivise tra quelle che possono provenire dall’ambiente che ci circonda (esogene) e quelle che vengono dall’interno del nostro corpo, prodotte quindi da noi (endogene).
Un loro eccesso può causare gonfiori, stanchezza, emicranee, irritazioni gastrointestinali ed eruzioni cutanee.

Il nostro corpo elimina le tossine attraverso le feci, l’urina e la pelle. Pertanto fegato, reni, intestino e pelle sono  gli organi preposti a questo lavoro di smaltimento. Il fegato è quello maggiormente coinvolto: per tale motivo è importante “disintossicarlo” periodicamente per evitarne il sovraccarico e facilitarne una corretta funzionalità. La pelle, invece, è uno dei primi organi a manifestare la presenza di accumulo di tossine: eruzioni cutanee, eccesso di sebo, forfora e colorito spento possono esserne dei segnali.

Quando sono in eccesso, le tossine affaticano l’organismo e di conseguenza il nostro metabolismo rallenta. Ciò può portare ad un accumulo di grassi con conseguente aumento di peso. Per questo motivo, prima di iniziare una dieta , sarebbe buona cosa depurare a fondo l’organismo per ottenere migliori risultati.

Un organismo “alleggerito” dalle tossine assimila anche meglio vitamine e sali minerali, essenziali per il benessere quotidiano.

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Nonostante la quantità di zuccheri che apporta e l’indice glicemico elevato, l’uva possiede molte proprietà benefiche. Innanzitutto ha potere depurativo e detossificante, grazie alla presenza degli antiossidanti, utili anche per contrastare l’invecchiamento cellulare. L’azione depurativa dell’uva è molto maggiore rispetto a quella di altri frutti e risulta particolarmente efficace nei confronti del fegato. Tra i benefici dell’uva, infatti, c’è quello di aumentare la solubilità delle tossine, che tendono appunto ad accumularsi nelle cellule epatiche. Gli effetti depurativi che l’uva esercita sul fegato sono esplicati anche a livello dei reni e dell’intestino.

La polpa dell’uva è ricca di vitamine e minerali, mentre nella buccia della varietà nera si concentrano numerosi polifenoli antiossidanti e antinfiammatori.

L’uva previene l’osteoporosi perché ricca di sali minerali utili per l’assorbimento di calcio nelle ossa ed è consigliata anche a chi soffre di anemia, gotta, artrosi e dolori reumatici.

Contiene poche proteine e pochissimi grassi, però è un frutto molto ricco di zuccheri, glucosio e fruttosio per cui ha un alto valore calorico che aumenta in caso dell’uva sultanina.

Ha un alto contenuto di acqua che aiuta a mantenere il corpo idratato.
La melatonina contenuta aiuta a regolare i ritmi circadiani perciò è utile nei periodi di stress o dopo le vacanze.

Il componente dell’uva molto importante per la salute è il resveratrolo, contenuto nella buccia e semi dell’uva. Ha un’azione antinfiammatoria, antibatterica, antifungina, diuretica, antiossidante, riduce il colesterolo, fluidifica il sangue, combatte gli effetti dannosi dei radicali liberi, depura il fegato.

Uva nera e bianca: quali le differenze?

Non esistono grandi differenze fra uve bianche e uve nere: c’è solo una maggiore ricchezza in termini di ferro e flavonoidi nelle uve nere, che quindi si raccomandano per migliorare la circolazione del sangue e per fortificare i vasi sanguigni. Il colore violaceo dell’uva nera ci indica che contiene una grande quantità di antiossidanti. Contiene quantità molto alte di fibra e agisce come lassativo, soprattutto se ne consumiamo anche la buccia e i semi.

L’uva nera produce acido folico ed è consigliata alle donne nei primi mesi di gravidanza. L’uva bianca è povera di grassi e contiene molto ferro e potassio, il che aiuta la ricostruzione di molti tessuti del nostro organismo, migliorando il funzionamento del cuore e stimolando allo stesso tempo la produzione dei globuli rossi che aiutano a far circolare l’ossigeno nel corpo.

 

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Settembre è per molti un periodo impegnativo per il nostro organismo da un punto di vista fisico e psicologico.

Per ripartire con la giusta energia, gioca un ruolo importante anche l’alimentazione.

Una corretta alimentazione deve essere sana ed equilibrata e deve prevedere un consumo vario di frutta e verdura, proteine, carboidrati e lipidi: in questo modo ci fornirà tutti i macro e i micronutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno.

Da privilegiare il consumo di verdura e frutta di stagione, che contengono vitamine e sali minerali utili al nostro organismo. È bene assicurarsi poi tutti i macronutrienti caratteristici di una corretta alimentazione e ripartiti in maniera bilanciata: i carboidrati, che garantiscono energia immediata, le proteine, che hanno funzione plastica e di supporto ai nostri muscoli, e grassi buoni, che sostengono il sistema nervoso centrale, sono ricchi di antiossidanti e aiutano a veicolare le vitamine liposolubili. La colazione è importante perché aiuta a iniziare la giornata con la giusta carica, è preferibile poi consumare pasti non troppo abbondanti e fare nel corso della giornata piccoli spuntini, che ci aiutano a mantenere le energie per esempio consumando frutta, yogurt, centrifughe e smoothies.

Nutrizione Pisano ha inoltre ideato per te, la DIETA DETOX un programma alimentare studiato per disintossicare e purificare l’organismo, dopo gli eccessi delle vacanze estive.
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Ricche di fibre e acqua, le pesche sono un alimento da portare spesso in tavola durante la loro stagione.

Sono ricche di sostanze nutritive fondamentali per il nostro organismo e contengono antiossidanti che ci proteggono dagli effetti negativi dei radicali liberi sulla nostra pelle e sugli organi del nostro corpo.

Le pesche sono una fonte importante oltre che di vitamina A, benefica durante l’esposizione al sole, anche di vitamina C, che permette in particolare di facilitare l’assorbimento del ferro. Hanno proprietà diuretiche e depurative. Il consiglio è di consumarle fresche, ad esempio nelle macedonie e nei frullati, ma anche nella preparazione di dolci estivi leggeri e salutari.

Possiamo considerare le pesche anche come una fonte di sali minerali oltre che di vitamine poiché contengono molti minerali vitali, come il potassio e il ferro. Il ferro è importante per la formazione dei globuli rossi mentre il potassio aiuta a regolare il battito cardiaco e la pressione sanguigna.

Essendo ricche di fibre e aiutano ad abbassare il colesterolo e nella regolarità intestinale. Sono preziose per la salute degli occhi, della pelle e del sistema nervoso. Migliorano la digestione e aiutano l’organismo a disintossicarsi.

Il contenuto di antiossidanti delle pesche le rende un alimento utile per contrastare patologie legate all’obesità, come il diabete e le malattie cardiovascolari. Le pesche sono un vero e proprio rimedio naturale alimentare per la pelle grazie alla loro ricchezza di vitamine, che aiutano nella rigenerazione dei tessuti.

La salute e l’efficienza dell’uomo dipendono in gran parte dall’alimentazione, che contribuisce a costruire, rigenerare, mantenere il corpo e a fornire l’energia indispensabile al buon funzionamento dell’organismo. Mangiare troppo e in maniera non corretta può causare sovrappeso, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete, e quindi aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori.

Una alimentazione corretta ed equilibrata, sullo stile della dieta mediterranea, è quindi in grado di regolare ognuno di questi fattori di rischio tramite il giusto apporto dei seguenti nutrienti:

  1. I grassi alimentari: a seconda del tipo e della quantità dei grassi della dieta si ottengono variazioni sui livelli di colesterolo buono e cattivo (HDL e LDL), sui trigliceridi e sulla colesterolemia. La prevalenza dei grassi insaturi rispetto ai saturi non solo diminuisce la colesterolemia, ma diminuisce anche l’aggregazione delle piastrine e quei fattori infiammatori che sono alla base dello sviluppo delle malattie cardiovascolari.
  2. Le proteine: diete troppo ricche di proteine animali comportano un aumento di rischio di malattie cardiovascolari, esattamente all’opposto delle diete ricche di proteine vegetali.
  3. Carboidrati (semplici e complessi): Diete troppo ricche di carboidrati o di carboidrati semplici ad elevato indice glicemico possono portare ad un aumento dei trigliceridi, con relativo aumentato rischio di insulinoresistenza/sovrappeso/obesità e in ultimo di diabete.
  4. La fibra alimentare: La ricchezza di fibra di una dieta, indice di corretto apporto di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, comporta una diminuzione di glicemia e colesterolemia, con una conseguente diminuzione del rischio cardiovascolare.
  5. Sodio: il rischio di ipertensione arteriosa può essere ridotto da un’alimentazione mediterranea, con moderate quantità di prodotti conservati, salumi e formaggi stagionati ed elevate quantità di frutta e verdura, che apportano invece che sodio il suo antagonista naturale, il potassio.
  6. Antiossidanti: frutta e verdura sono ricchissime anche di molecole protettive, in grado di prevenire e combattere lo stress ossidativo e diminuire il rischio cardiovascolare.
  7. Vitamina B12, acido folico e vitamina B6 sono i requisiti per il mantenimento di bassi livelli di omocisteina plasmatica, un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
  8. Steroli vegetali: sono gli analoghi vegetali del colesterolo, che essendo molto simili competono con i siti di assorbimento del colesterolo riducendolo sensibilmente.

Nel nostro piccolo, fare attenzione ai prodotti alimentari che acquistiamo e limitare il consumo di carne è un gesto importante che può ridurre l’impatto ambientale, incidendo su diversi fattori.

Il settore agricolo è responsabile di circa un quarto delle emissioni globali di gas serra, delle quali oltre il 60% provengono dalla produzione, ormai sempre più intensiva, di carne e derivati animali. Se non facciamo nulla questa percentuale continuerà ad aumentare.

Le emissioni legate alla produzione intensiva di carne derivano dai gas generati dagli animali durante i processi digestivi e dal deposito e spandimento delle enormi quantità di letame prodotte.

L’impatto sul clima, però, passa anche attraverso la produzione di mangimi, che ha un impatto distruttivo sulle foreste e sul cambio di uso del suolo.

Ridurre drasticamente il consumo di carne e compiere acquisti alimentari che premiano le produzioni ecologiche, aiuta a combattere il cambiamento climatico, proprio come andare a lavoro in bicicletta e ridurre il nostro consumo di energia.

L’uso di antibiotici negli allevamenti intensivi è inoltre una delle cause dell’aumento dell’antibiotico-resistenza, che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito un’emergenza sanitaria globale.

L’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi ha poi impatti potenzialmente molto pericolosi sulla salute delle persone, tanto che in Italia questi impianti sono la seconda causa di inquinamento da polveri fini e le enormi quantità di liquami prodotte finiscono sempre più spesso per inquinare terreni e corsi d’acqua, mettendo a rischio anche le falde acquifere.

Ridurre il consumo di carne influisce ovviamente anche sul benessere degli animali.
Il 72% degli animali allevati in Europa proviene da aziende intensive di grandi dimensioni, e l’Italia anche in questo caso non fa eccezione.

Parliamo di impianti all’interno dei quali si trovano animali vivi, che nella maggior parte dei casi non vedranno mai la luce del sole, non potranno mai correre o accudire i propri piccoli e che spesso non riescono neanche a muoversi o girarsi.

Solo una riduzione drastica del consumo di carne permetterebbe modelli di produzione più ecologici e attenti al benessere animale.

La distruzione delle foreste legata alla produzione di materie prime, implica perdita di biodiversità e, sempre più spesso, violazioni dei diritti fondamentali dei popoli che le abitano da generazioni. Ma significa anche perdita dei nostri principali “polmoni”: le foreste catturano infatti circa un terzo dell’anidride carbonica derivante dalla combustione di gas, petrolio e carbone.

Ridurre la quantità di carne che mangiamo significa pertanto permettere all’umanità e al Pianeta di respirare meglio.

 

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L’insonnia è un disturbo che riguarda il sonno e si manifesta con la diminuzione della quantità o qualità dello stesso.

I fattori che innescano l’insonnia non sono sempre chiari, tuttavia il disturbo è spesso associato a:

  • stress psicologico , disturbi di ansia e depressione;
  • ambiente non adatto al sonno (es. letto scomodo, stanza troppo illuminata, rumorosa, calda o fredda, etc.);
  • cambiamenti di stagione (modificazione del fotoperiodo);
  • jet-lag ;
  • lavoro su turni che comporti un’alterazione del ciclo sonno-veglia;
  • consumo di alcol o caffeina prima di andare a dormire;
  • disturbi organici di varia natura;
  • assunzione di alcuni farmaci , come antidepressivi, farmaci per l’epilessia e farmaci steroidei;
  • alimentazione scorretta.

L’alimentazione, in particolare, ha infatti una marcata influenza sulla quantità e sulla qualità del sonno:
ciò che si è abituati a mangiare, il tipo e la quantità di cibo che mangiamo e la combinazione di alimenti, possono incidere fortemente, creando quindi un problema.

In linea generale ci sono alcuni semplici consigli che possono aiutare a riequilibrare le abitudini alimentari e ritrovare il benessere psicofisico:

  • Evitare di mangiare in fretta. Mangiare rapidamente comporta effetti negativi sula digestione la quale sarà lenta e influirà anche sulla qualità del sonno.
  • Non saltare i pasti. L’assenza di regolarità nei pasti può intaccare il ritmo circadiano che controlla la liberazione degli ormoni implicati nella regolazione del ciclo sonno/veglia.
  • Mangiare leggero la sera e non condire eccessivamente le pietanze. Le cene abbondanti o ricche di grassi comportano difficoltà ad addormentarsi, causa di una digestione più lenta.
  • Evitare sostanze eccitanti come spezie, alcol, cioccolata, caffè, coca cola e fumo, colpevoli della diminuzione della sintesi della serotonina (ormone fondamentale nell’induzione del sonno) ma favorenti della produzione di adrenalina (ormone che contrasta il sonno).

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Caldo e stanchezza vanno spesso a braccetto. In estate, pur godendoci le giornate più lunghe, all’aria aperta, in cui si possono fare più attività, molti di noi accusano un drastico calo di energie.

Soprattutto quando il caldo diventa intenso, si ha la sensazione di andare a rallentatore, di non rendere quanto dovremmo e di avere la testa altrove. Stanchezza e spossatezza sono, infatti, due delle conseguenze più tipiche della stagione estiva. Ma perché ci sentiamo così scarichi di energia?

Per rinfrescare il tessuto cutaneo e abbassare la temperatura, il nostro corpo elimina le tossine che abbiamo immagazzinato attraverso la produzione del sudore, formato da acqua e sali minerali, tra cui magnesio, potassio, cloruro e sodio.
Sudando molto, quindi, saremo più inclini a perdere anche grandi quantità di questi preziosi sali minerali, accentuando la disidratazione. Di conseguenza, siamo colti da una sensazione di stanchezza eccessiva che, se trascurata, può causare dolori articolari e debolezza muscolare, cefalee, difficoltà di concentrazione, insonnia, irritabilità.

Per ritrovare le energie, l’alimentazione può essere di grande aiuto. Contro fiacchezza e affaticamento, è bene prediligere cibi nutrienti ma leggeri.

In particolare, frutta e verdura sono alleate fondamentali poiché ricche soprattutto di acqua e vitamene.

Fra le proteine, quelle di origine vegetale sono più indicate: in questo caso puoi scegliere fra una vasta scelta di legumi.
Inoltre è sempre consigliato, preferire il pesce alla carne.

Anche la frutta a guscio è benefica: contiene i cosiddetti grassi buoni e sono una ricca fonte di nutrienti.

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