L’insonnia è un disturbo che riguarda il sonno e si manifesta con la diminuzione della quantità o qualità dello stesso.

I fattori che innescano l’insonnia non sono sempre chiari, tuttavia il disturbo è spesso associato a:

  • stress psicologico , disturbi di ansia e depressione;
  • ambiente non adatto al sonno (es. letto scomodo, stanza troppo illuminata, rumorosa, calda o fredda, etc.);
  • cambiamenti di stagione (modificazione del fotoperiodo);
  • jet-lag ;
  • lavoro su turni che comporti un’alterazione del ciclo sonno-veglia;
  • consumo di alcol o caffeina prima di andare a dormire;
  • disturbi organici di varia natura;
  • assunzione di alcuni farmaci , come antidepressivi, farmaci per l’epilessia e farmaci steroidei;
  • alimentazione scorretta.

L’alimentazione, in particolare, ha infatti una marcata influenza sulla quantità e sulla qualità del sonno:
ciò che si è abituati a mangiare, il tipo e la quantità di cibo che mangiamo e la combinazione di alimenti, possono incidere fortemente, creando quindi un problema.

In linea generale ci sono alcuni semplici consigli che possono aiutare a riequilibrare le abitudini alimentari e ritrovare il benessere psicofisico:

  • Evitare di mangiare in fretta. Mangiare rapidamente comporta effetti negativi sula digestione la quale sarà lenta e influirà anche sulla qualità del sonno.
  • Non saltare i pasti. L’assenza di regolarità nei pasti può intaccare il ritmo circadiano che controlla la liberazione degli ormoni implicati nella regolazione del ciclo sonno/veglia.
  • Mangiare leggero la sera e non condire eccessivamente le pietanze. Le cene abbondanti o ricche di grassi comportano difficoltà ad addormentarsi, causa di una digestione più lenta.
  • Evitare sostanze eccitanti come spezie, alcol, cioccolata, caffè, coca cola e fumo, colpevoli della diminuzione della sintesi della serotonina (ormone fondamentale nell’induzione del sonno) ma favorenti della produzione di adrenalina (ormone che contrasta il sonno).

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Caldo e stanchezza vanno spesso a braccetto. In estate, pur godendoci le giornate più lunghe, all’aria aperta, in cui si possono fare più attività, molti di noi accusano un drastico calo di energie.

Soprattutto quando il caldo diventa intenso, si ha la sensazione di andare a rallentatore, di non rendere quanto dovremmo e di avere la testa altrove. Stanchezza e spossatezza sono, infatti, due delle conseguenze più tipiche della stagione estiva. Ma perché ci sentiamo così scarichi di energia?

Per rinfrescare il tessuto cutaneo e abbassare la temperatura, il nostro corpo elimina le tossine che abbiamo immagazzinato attraverso la produzione del sudore, formato da acqua e sali minerali, tra cui magnesio, potassio, cloruro e sodio.
Sudando molto, quindi, saremo più inclini a perdere anche grandi quantità di questi preziosi sali minerali, accentuando la disidratazione. Di conseguenza, siamo colti da una sensazione di stanchezza eccessiva che, se trascurata, può causare dolori articolari e debolezza muscolare, cefalee, difficoltà di concentrazione, insonnia, irritabilità.

Per ritrovare le energie, l’alimentazione può essere di grande aiuto. Contro fiacchezza e affaticamento, è bene prediligere cibi nutrienti ma leggeri.

In particolare, frutta e verdura sono alleate fondamentali poiché ricche soprattutto di acqua e vitamene.

Fra le proteine, quelle di origine vegetale sono più indicate: in questo caso puoi scegliere fra una vasta scelta di legumi.
Inoltre è sempre consigliato, preferire il pesce alla carne.

Anche la frutta a guscio è benefica: contiene i cosiddetti grassi buoni e sono una ricca fonte di nutrienti.

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Sette italiani su dieci soffrono di disturbi digestivi. Non sono soltanto patologie come gastrite o ulcere a creare questi problemi, ma anche l’eccesso di cibo, abitudini alimentari scorrette e fattori psicologici.

Nello specifico, i fattori più comuni possono essere:

  • cattive abitudini alimentari e stile di vita scorretto
  • patologie gastrointestinali (gastrite, ulcera duodenale, sindrome del colon irritabile)
  • farmaci
  • ansia e stress
  • cambiamenti ormonali (ciclo mestruale, gravidanza e menopausa)

Per contrastare e prevenire questa condizione possiamo servirci di piccoli e semplici accorgimenti che possono fare la differenza.

Mangiare con calma e seduti è sicuramente la base per digerire bene. Lo stress può avere ripercussioni sia sullo stomaco sia sull’intestino e mentre si mangia devono essere evitate tensioni, angoscia e preoccupazioni.

La ripartizione equilibrata del cibo in diversi pasti è fondamentale per rendere la digestione più semplice. Sono sufficienti tre pasti al giorno, anche affiancati da qualche spuntino, per soddisfare il fabbisogno quotidiano.

È preferibile mangiare a ore fisse, distanziando i pasti di almeno 3-4 ore in modo che lo stomaco abbia il tempo di lavorare con calma.

Una buona digestione inizia già nella bocca, dove il cibo viene triturato per facilitare le fasi successive dell’assorbimento. In particolare, la digestione degli amidi inizia proprio qui, grazie alla presenza della ptialina, un enzima contenuto nella saliva.
Masticare bene e lentamente è fondamentale per non soffrire di disturbi digestivi e, allo stesso tempo, evita l’aerofagia dovuta all’entrata eccessiva di aria.

Fare attenzione alla quantità di cibo non basta. I diversi alimenti richiedono tempi differenti per essere digeriti e ogni cibo permane per periodi diversi nello stomaco e nell’intestino, dove sono presenti enzimi specifici per ognuno di essi.
Anche il livello di acidità favorisce la digestione di un nutriente piuttosto che di un altro. Perciò non tutte le combinazioni di cibi sono corrette.

L’alimentazione è quindi fondamentale per riportare alla normalità il processo digestivo.
Per questo va rivista la dieta e arricchita con alimenti con fibre.

Il movimento all’aria aperta è un toccasana per il corpo e per la mente.

L’attività fisica contribuisce a prevenire e a tenere sotto controllo diverse malattie tra cui diabete, patologie cardiovascolari, patologie muscolo-scheletriche e tumori. Grazie all’aumento della produzione di endorfine, favorisce anche il benessere psico-fisico, migliorando l’umore.
Tutti questi benefici risultano incrementati, se l’esercizio fisico viene svolto all’aria aperta, grazie al contatto con la natura.

Nello specifico, i benefici dell’attività motoria all’aperto, li riscontriamo soprattutto per quanto riguarda:

  • Il potenziamento apparato respiratorio. L’aria pulita che caratterizza gli spazi aperti immersi nella natura, permette un potenziamento dell’attività dell’apparato respiratorio, con una conseguente diminuzione del rischio di patologie comuni.
  • La produzione di vitamina D. L’esposizione ai raggi solari aumenta la produzione di vitamina D, comportando un assorbimento di calcio e fosforo che aiuta a prevenire e a curare determinati problemi ossei e numerose malattie, stimolando anche l’attività del sistema immunitario.
  • Il miglioramento dei muscoli. Modella le masse muscolari e incrementa la forza, grazie all’aumento dello scambio e dell’apporto di ossigeno ai muscoli con un conseguente miglioramento della performance fisica.
  • Il miglioramento delle articolazioni. Una corsa o una camminata veloce praticata su dei sentieri, per strada o in mezzo alla natura, stimola continuamente il piede e rende flessibili e molli le articolazioni riducendo l’incidenza di patologie, in modo sicuramente più significativo dell’attività sul tapis roulant.
  • L’aumento degli stimoli. Il contatto con la natura, i suoi suoni e rumori, il paesaggio che ci circonda, gli animali, le piante e la sensazione di libertà aumentano gli stimoli ricevuti dalla mente e dal corpo.
  • La riduzione dello stress. Anche la produzione di endorfine viene stimolata quando si praticano attività outdoor e di conseguenza la sensazione di benessere aumenta comportando una riduzione di ansia e di stress che ha ricadute positive sull’umore.

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Il finocchio ha pochissime calorie, adattandosi in maniera ottimale ad essere utilizzato come “spezza-fame” nelle diete ipocaloriche.
Ha, infatti, un bassissimo contenuto calorico: 100 grammi di finocchi contengono approssimativamente 31 calorie.

È composto prevalentemente da acqua (circa il 90%), contiene inoltre una buona quantità di minerali come calcio e fosforo, utili per rinforzare le ossa e per prevenire la stanchezza. Il più presente è il potassio. Contiene anche vitamine A, C e alcune del gruppo B, ed è discretamente ricco di flavonoidi.

Ma quali sono in particolare i benefici che apporta al nostro organismo?

  • Favorisce la digestione. Contrasta i processi fermentativi che si verificano nell’intestino, combatte il gonfiore addominale ed è in grado anche di attenuare i fastidi e i dolori causati dalle coliche gassose nei neonati. Ottime quindi le tisane, i decotti e gli infusi preparati con i semi di finocchio.
  • Aumenta le difese immunitarie. Grazie all’elevato contenuto di vitamina C, il finocchio possiede proprietà antibatteriche e immunostimolanti in grado quindi di stimolare le difese dell’organismo e prevenire e combattere eventuali infezioni.
  • Contrasta l’anemia. Sapete che i finocchi contengono una buona quantità di ferro? Portateli spesso in tavola soprattutto durante il periodo in cui sono di stagione, in particolar modo se seguite un’alimentazione vegetariana o vegana.
  • È un toccasana per il nostro cuore. L’elevato contenuto di fibre e la totale assenza di grassi lo rende un alimento perfetto per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Contiene inoltre acido folico, una buona quantità di potassio in grado di ridurre la pressione arteriosa e vitamina C, sostanze nutritive importanti per il benessere di cuore e arterie.
  • Rafforza le ossa. Un’azione svolta grazie alla presenza di sali minerali importanti quali potassio, calcio e fosforo.
  • Fa bene alla vista. Il finocchio è ricco di vitamina A in grado di avere effetti positivi sulla retina e sulla vista. Una sostanza nutritiva importante che fa bene anche alla pelle.
  • Aiuta a dimagrire. Ricco di acqua e povero di calorie, il finocchio ha proprietà depurative, favorisce quindi l’eliminazione delle tossine e, grazie alla presenza di fibre, aumenta il senso di sazietà. Un ottimo alleato quindi nel caso in cui si segue una dieta ipocalorica.

Qualche idea sfiziosa e veloce per utilizzarlo?

  • INSALATA DI FINOCCHI, ARANCE, PINOLI E UVETTA;
  • INSALATA DI ORZO, SALMONE, AVOCADO, SPINACI CRUDI E FINOCCHI;
  • FINOCCHI GRATINATI CON PANATURA DI PANGRATTATO, SCAGLIE DI MANDORLE, PREZZEMOLO E ROSMARINO;
  • FINOCCHI SALTATI IN PADELLA CON TIMO, MAGGIORANA E PEPE ROSA.

 

Quando si alzano le temperature, spesso cala l’appetito ed è dunque importante curare l’alimentazione in maniera particolare. È facile cadere vittime di carenze nutrizionali e di spossatezza, dovuta alla mancata assunzione dei nutrienti fondamentali per il nostro corpo. In un periodo come questo, è quindi importantissimo riuscire a mangiare in maniera sana adottando una dieta equilibrata.

Con l’aumento delle temperature, si suda di più e si perdono tanti liquidi. Mantenere una corretta idratazione è quindi la chiave per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione: ogni giorno bisogna bere circa due litri di acqua.
Il consiglio è quello di idratarsi il più possibile, anche se non si avverte lo stimolo della sete, perché, a volte, quando lo avvertiamo è già troppo tardi e i sintomi della disidratazione potrebbero essersi già manifestati. Non bisogna sottovalutare questa condizione perché la carenza d’acqua può portare a problemi seri come malori e stati confusionali, specie se accompagnata da un forte caldo. Inoltre, bevendo la giusta quantità di acqua al giorno, è possibile contrastare il ristagno dei liquidi e prevenire fastidiosi inestetismi come la cellulite.

Quando sudiamo, però, non perdiamo solo acqua, ma anche tanti sali minerali e vitamine idrosolubili.
Frutta e verdura diventano quindi grandi protagoniste: sono ricchissime di acqua, sali minerali e vitamine, pertanto è bene farne una bella scorta per reintrodurre i micronutrienti persi con il sudore e affrontare al meglio le giornate più calde.
Circa cinque porzioni di frutta e verdura al giorno sono sufficienti per fronteggiare l’afa estiva.

I carboidrati rimangono elementi essenziali per il nostro corpo, anche se ovviamente bisogna assumerli sempre con un certo equilibrio.
È meglio optare per quelli integrali, perché hanno un apporto energetico superiore e perché sono più sani. Gli alimenti a base di carboidrati integrali, infatti, sono ricchi di proteine vegetali, di fibre e di vitamine. Apportano numerosi benefici al sistema immunitario, regolano l’intestino e placano il senso di fame.

È importante fare spuntini per non avere cali di zuccheri. Si tratta di una regola che vale tutto l’anno, ma particolarmente importante in estate, soprattutto con alimenti che apportano una buona quantità di liquidi e la giusta di zuccheri.
Alcune proposte per spuntini freschi e salutari possono essere: uno yogurt magro con un po’ di frutta fresca, un frullato, o un estratto di frutta o verdura, una manciata di frutta secca a guscio come noci , mandorle o nocciole. Oppure si può optare per uno stuzzichino salato, come dei crostini di pane integrale con del formaggio fresco spalmabile (preferibilmente light).

È buona regola moderare il consumo di bevande con zuccheri aggiunti, come succhi di frutta, cola, aranciata, tè freddi ecc. Non solo per una questione di scarsa qualità nutrizionale, poiché queste bevande apportano energia data solo ed esclusivamente dallo zucchero presente, ma soprattutto perché, richiamando i liquidi nell’intestino, possono causare dissenteria e accentuare la disidratazione.

Il potassio è uno degli elementi più importanti per il nostro organismo, perché migliora la salute dei muscoli e aiuta a combattere la ritenzione idrica. Di conseguenza, è bene abbracciare una dieta ricca di potassio, optando ad esempio per alimenti come i legumi, la frutta secca, le pesche e le prugne, le albicocche, le patate, gli spinaci, i kiwi e gli avocado. Senza poi dimenticare le banane, in assoluto una delle fonti naturali più preziose e più ricche di potassio.

 

Riuscire ad avere una dieta equilibrata e sana anche in estate è estremamente importante, fai la scelta giusta: rivolgiti ad un nutrizionista per creare un programma alimentare specializzato e adattato alle tue esigenze!

 

I legumi sono fondamentali per avere un’alimentazione completa e variegata.
In cucina sono un alimento versatile, che si presta a tantissimi tipi diversi di preparazioni.

Tra i benefici più importanti troviamo un elevato contenuto di fibra alimentare, sia di quella insolubile che facilita lo svuotamento dell’intestino (sono ottimi per chi soffre, ad esempio, di stipsi), sia di quella solubile che rallenta l’assorbimento di glucosio, colesterolo e grassi, risultando quindi un alimento particolarmente prezioso per i diabetici e per chi ha problemi di trigliceridi e colesterolo alti.
Soprattutto quelli secchi, contengono molti minerali: calcio, ferro, potassio, fosforo e silicio, ma la concomitante presenza di fitati (sostanze antinutrizionali che si legano ai minerali) ne limita l’assorbimento.
Sono poveri di grassi, ricchi di proteine anche se dal valore nutrizionale medio perché risultano carenti di aminoacidi solforati (cisteina e metionina) presenti in buona dose, invece, nei cereali come frumento, riso e mais.

Se accoppiamo, quindi, legumi e cereali, quello che otteniamo è una integrazione proteica ben equilibrata poiché gli aminoacidi che mancano ai legumi sono forniti dai cereali.

In ultimo i legumi sono sazianti, il che li rende buoni alleati per chi sta seguendo delle diete.

Non facciamo l’errore di utilizzarli solo nel periodo autunnale o invernale: anche nelle stagioni calde sono ottimi.
Le insalate a base di questi alimenti, rappresentano una soluzione ideale quando il caldo estivo ci tiene lontani dai fornelli, e, inoltre, si possono arricchire con ingredienti a piacere in base a ciò che abbiamo in casa, creando piatti unici, gustosi e freschi.

Anche le insalate, però, vanno preparate rispettando il giusto equilibrio dei nutrienti e scegliendo sempre ingredienti di buona qualità, preferibilmente freschi e di stagione.
Qualche idea?

    • INSALATA DI CECI, ORZO, POMODORI E CAROTE;
    • INSALATA DI FAGIOLI NERI, MAIS, POMODORI, AVOCADO E CIPOLLA ROSSA;

    • INSALATA DI LENTICCHIE, POMODORINI, CETRIOLO E CIPOLLA ROSSA.

 

Ricco di vitamine e antiossidanti, l’avocado è un frutto che va introdotto regolarmente nella nostra dieta!

Sono infatti presenti, infatti, numerose sostanze benefiche per la nostra salute, come carotenoidi (primo tra tutti il betacarotene), la vitamina E (un potente antiossidante liposolubile) e il betasitosterolo, una sostanza che aiuta a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL).

Oltre al potassio, tra i minerali non mancano il calcio, potente alleato delle ossa, e il magnesio necessario per i muscoli, il cuore e il cervello.

Tra le vitamine, sono presenti in quantità importanti quelle del gruppo B, sazianti, rigeneranti del sistema nervoso e antistress.

L’avocado è anche fonte di colina, una sostanza anticolesterolo e utile per la memoria, e di luteina, un antiossidante che protegge occhi e vista.

Dell’avocado si consuma la polpa, mentre buccia e nocciolo non sono commestibili.

In Italia non è particolarmente utilizzato come frutto fresco da mangiare solo; al contrario, sembrano in continua diffusione le ricette che lo utilizzano come ingrediente. Ad esempio:

  • Salse (come la famosissima guacamole);
  • Macedonie di frutta;
  • Ingrediente per contorni o piatti unici, come l’insalata di mare, i gamberetti bolliti, il sushi, l’insalata di pollo, i sandwich estivi ecc
  • Ingrediente per piatti corposi, come gli arrosti di carne e alcuni piatti di cacciagione.

Si utilizza quasi esclusivamente crudo poiché, se riscaldato, tende a rilasciare sostanze amare che sovrastano il gusto naturale degli alimenti accompagnati.

Le proprietà
  • Snellente e antiossidante. Possiede proprietà dimagranti che ne fanno un potente alleato per chi segue diete. Inoltre, particolarmente importanti sono le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che fanno sì che possa contrastare efficacemente il grasso addominale così come l’eccesso di radicali liberi e, di conseguenza, il processo di invecchiamento cellulare.
  • Utile contro ipertensione, ritenzione idrica e cellulite. Grazie al suo elevato contenuto in potassio, questo frutto è utile contro l’ ipertensione, così come in caso di ritenzione e cellulite, proteggendo l’apparato cardiocircolatorio e drenando il sistema linfatico.
  • Ideale per digerire bene e contrastare la stipsi. L’avocado è utile anche a chi soffre di cattiva digestione e a chi ha l’intestino pigro in quanto le sue fibre contrastano la stitichezza.

Contattaci per sapere come inserire correttamente questo frutto nella tua dieta!

 

L’Endometriosi è una malattia che colpisce le donne, determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero.  In Italia, sono 3 milioni le donne che riscontrano questa anomalia, che determina nel corpo infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile e che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali.

Un’alimentazione equilibrata e specificatamente basata sulle conseguenziali esigenze, aiuta a contrastare i problemi.
Nello specifico, quando si parla di dieta per l’endometriosi, ci si riferisce ad un regime alimentare che contribuirà in maniera determinante alla riduzione dei dolori e dell’infiammazione.

L’obiettivo principale è quello di migliorare la risposta insulinica e la sintomatologia globale dell’endometriosi, attraverso la combinazione di cibi antinfiammatori, disintossicanti e liberi di ormoni.

Anche se ogni profilo alimentare deve essere delineato in maniera personalizzata, esistono delle linee guida generali:

•    Bilanciamento tra omega-6 e omega-3
Aumentare il consumo di alimenti contenenti omega-3 come il pesce pescato e diminuire tutti quegli alimenti che contengono omega-6 come l’olio di girasole, ampiamente utilizzato nei prodotti da forno, nei prodotti confezionati, nelle merendine, nei biscotti. Quindi attenzione alle etichette! Attenzione anche a scegliere fonti proteiche di qualità poiché quelle derivanti da allevamenti intensivi hanno un più alto contenuto di omega-6 e un più basso contenuto di omega-3, più studi confermano che passando dall’allevamento al pascolo a quello intensivo si assiste a una notevole diminuzione degli omega-3, il contenuto dipende fortemente da cosa consuma l’animale.

•    Corretta gestione dell’insulina e dei carboidrati
Un’adeguata ripartizione dei carboidrati è di fondamentale importanza per garantire un’efficace secrezione di insulina, va ricordato infatti che i picchi insulinici promuovono l’infiammazione. Attenzione quindi non solo agli zuccheri ma anche ai latticini che sono alimenti insulinogenici e al carico glicemico complessivo del pasto.

•    Sostanze antinfiammatorie e antiossidanti
E’ utile apportare sostanze antinfiammatorie come curcuma, zenzero, verdura cruda e garantirsi un buon apporto di alimenti contenenti vitamina A, C, E e magnesio.

•    Attenzione ai disregolatori endocrini
Si tratta di sostanze che mimano l’azione dei nostri ormoni, interferendo con la produzione ormonale. Sono considerati responsabili anche dello sviluppo e della progressione dell’endometriosi. Purtroppo sono molto diffusi: dallo scatolame in latta, alle plastiche, ai pesci di grande taglia, ai pesticidi. Anche la soia è considerata un interferente endocrino e andrebbe evitata in caso di endometriosi.

Da non trascurare, in caso di endometriosi, è il ruolo della vitamina D che possiede proprietà antiproliferative, antinfiammatorie e immunomodulanti. Inoltre, la vitamina D è di fondamentale importanza nella fertilità: più studi dimostrano che migliora le possibilità di concepimento sia nel caso di una gravidanza naturale sia in un percorso di PMA.

Tuttavia, come già detto in precedenza, l’alimentazione per l’endometriosi deve adattarsi alla donna, alla sua sintomatologia, alla sua storia clinica ma anche alle sue esigenze sociali e lavorative.
Contatta il Dott. Giuseppe Pisano per creare un percorso alimentare su misura per te!

I dati rilevati nel 2019, dimostrano purtroppo che l’Italia è tra i paesi europei con i valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare.
Infatti, 1 bambino su 3, nella fascia d’età compresa tra i 6 e i 9 anni, risulta essere in sovrappeso o obeso.

Nello specifico, le famiglie del Centro-Sud d’Italia, registrano un’incidenza maggiore del fenomeno.
Secondo i  dati più del 40% dei bambini campani sono in sovrappeso (di cui circa la metà in obesità) portando così la nostra regione al primo posto della classifica, seguita da Calabria e Puglia.

Ciò rappresenta quindi un campanello d’allarme, che deve indurci ad impegnarci per capire quali sono le motivazioni che spingono bimbi e adolescenti a mangiare così tanto.

Uno degli elementi da considerare è il rapporto degli adolescenti con TV e social network. Oltre a rappresentare la principale fonte di sedentarietà, attraverso questi due canali, siamo bombardati da talent a tema culinario e pagine Facebook e Instagram che pubblicano foto di panini, pizze, dolci, inducendo a consumare pasti ipercalorici in pub/pizzerie.
Inoltre, il lockdown con le relative restrizioni dovute alla pandemia, hanno chiaramente influito in maniera negativa.

Sul piano della prevenzione, l’educazione alimentare gioca quindi un ruolo fondamentale per un corretto stile di vita.
Imparare da bambini a preservare la propria salute attraverso una sana alimentazione, è il primo passo per condurre una vita in salute.

Non esistono regole rigide, né ricette infallibili, basta adottare semplici accorgimenti comportamentali; soprattutto, una volta sensibilizzati al problema, i genitori non devono mai demordere ed abbassare la guardia.
Alcuni consigli pratici indicati dal Ministero della Sanità Italiano, sono:

  • Abituare il bambino a tre pasti regolari: una colazione non abbondante ma sostanziosa, un pranzo ed una cena (non eccessivi), intervallati da uno spuntino a metà mattina ed una merenda al pomeriggio. Questo gli eviterà i “buchi” tra un pasto e l’altro e lo abituerà a non mangiare fuori orario.
  • Non premiare il bambino con troppi spuntini, specialmente se ricchi di zuccheri o comunque ipercalorici come merendine, gelati, bevande gassate, succhi di frutta, ma preferire frutta o yogurt.
  • Non insistere quando il bambino è sazio o non ha molta fame; potrebbe mangiare solo per far piacere alla mamma o per non essere sgridato; c’è il rischio di generare in lui un rapporto distorto con il cibo.
  • Limitare l’introito proteico e dei lipidi, alternando il consumo di carne, uova e formaggi, alimenti che non vanno mai somministrati insieme; preferire le proteine del pesce.
  • Abituare il bambino ai giochi all’aperto e all’attività fisica; questo è importante sia per un corretto sviluppo del corpo, sia perché in movimento il ragazzo brucerà molte calorie.
  • Rispettare i ritmi del sonno onde evitare l’instaurarsi di abitudini scorrette (sindrome dell’alimentazione notturna).

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