La dieta personalizzata è il regime alimentare più valido ed efficace per perdere peso, poiché permette di dimagrire senza rischi per la salute e in modo duraturo

Si tratta di una dieta elaborata sulla base delle specificità ed esigenze nutrizionali di ogni persona. I fattori basilari che si vanno a considerare sono:

  • peso
  • altezza
  • età
  • sesso
  • stile di vita
  • preferenze alimentari.

Lo scopo è quello di creare un piano alimentare facile da inserire nella nostra routine quotidiana, che rispetti le nostre esigenze e che garantisca risultati evidenti e duraturi in sicurezza.

Molto spesso sul web ci si imbatte in diete veloci preconfezionate, generalmente molto drastiche, che attirano con la promessa di un dimagrimento veloce.  Questi regimi creano un vortice di abitudini sbagliate e di conseguenze pericolose, come ad esempio l’effetto yo-yo. Le diete restrittive, infatti, oltre ad essere dannose per la salute del nostro organismo, a causa dell’eccessiva rigidità, una volta terminate portano a mangiare tutto ciò che ti sei negato nel periodo della dieta e anche di più.

La dieta personalizzata, invece, è un percorso  di educazione alimentare che ti insegna a mangiare bene per stare in salute e in pace con il tuo corpo. Si tratta di imparare regole che devono entrare nella quotidianità per il resto della vita.

Una dieta fatta su misura per te, infatti, non comporta sacrifici impossibili e si adatta alle tue esigenze e ai tuoi ritmi di ogni giorno.

Proprio per questo motivo funziona: tarandola sulle necessità di ogni individuo, è modellata sui suoi gusti non costringe a sacrifici o forzature. In sintesi, è equilibrata, sana e semplice da seguire.

Se, al contrario, la dieta non è personalizzata, rischia di risultare impossibile da seguire nel lungo periodo, di non produrre effetti oppure di sottoporre l’organismo ad uno stress, soprattutto nel caso in cui preveda un apporto di calorie e nutrienti inferiore al fabbisogno: il rischio, in questo caso, è un dimagrimento troppo drastico, spesso seguito da un rapido recupero del peso perso.

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Uno studio condotto dal Dott. Samir Giuseppe Sukkar (primario di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova), ha evidenziato che la dieta chetogenica assume una valenza antinfiammatoria quasi simile a quella dei farmaci anti-citochine, nella lotta contro il Covid-19.

È sempre stata chiara la stretta correlazione che intercorre tra alimentazione e salute, in quanto un regime alimentare inadeguato, oltre a incidere negativamente sul benessere psico-fisico, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie.

Nel mese di marzo, Il Dott. Sukkar si è quindi concentrato su un eventuale supporto nutrizionale dal punto di vista immunomodulatore. In particolare, è stata presa in considerazione una possibile ipotesi di trattamento, analizzando il fatto che la sindrome da Covid, porta alla morte e al ricovero a causa della tempesta o sindrome citochinica, provocata  dall’iperattivazione dei macrofagi M1, cellule infiammatorie che si trovano nell’alveolo polmonare allo stato di quiescenza e che si attivano nel momento in cui arriva un virus. Il metabolismo dei macrofagi M1 metabolismo è quasi esclusivamente glicolitico: ovvero utilizzano esclusivamente lo zucchero per produrre energia. Di conseguenza, se si riduce il glucosio come fonte energetica primaria, si riduce il nutrimento per gli M1.

La dieta chetogenica, apportando una quantità di glucosio inferiore a 30 grammi al giorno, porta ad una minore disponibilità di nutrienti per i macrofagi M1, e rappresenta quindi la soluzione alimentare più adeguata. Oltre a fermare l’iperattivazione dei macrofagi M1, fornire una quantità elevata di grassi rispetto agli zuccheri, facilita anche il processo di guarigione, favorendo l’azione positiva degli M2. Questo perché i macrofagi M2, macrofagi spazzini, sono cellule voraci di grassi, che utilizzano come fonte energetica. Inoltre, la presenza di acidi grassi omega 3 all’interno di questo regime alimentare, riduce il processo infiammatorio.

I risultati positivi di questa teoria si sono riscontarti su 38 pazienti  comparati a 76 pazienti che non avevano seguito questo regime alimentare. È stata registrata una significativa riduzione della mortalità per Covid e del numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Tuttavia, la dieta chetogenica ha le sue controindicazioni, ed è quindi fondamentale essere seguiti da un professionista del settore, prima di iniziare questo tipo di percorso alimentare.

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Il periodo estivo, oltre a dare la possibilità di rilassarsi maggiormente rispetto all’inverno, offre molte occasioni, a chi convive con la sindrome del colon irritabile, per variare la dieta, mangiare frutta e verdura di stagione ed evitare quei cibi che innescano i tipici sintomi dell’intestino irritabile, come dolori e crampi addominali, costipazione, diarrea o stitichezza.

L’alimentazione per rilassare la psiche

Dato che stiamo parlando di un disturbo psicofisico, è importante sottolineare che non è possibile curare la sindrome del colon irritabile esclusivamente attraverso l’alimentazione. Tuttavia, una dieta sana e ricca di cibi che aiutano a liberare il corpo dalle tossine e che lo mantengono sempre idratato e arricchito dei giusti nutrienti permette di mantenere uno stile di vita rilassato e, di conseguenza, di diminuire le fastidiose conseguenze dell’intestino irritabile.

I consigli per ridurre i crampi addominali

Abbiamo già detto che il colon irritabile è una sindrome che coinvolge la sfera psichica e fisica. Mangiare lentamente e in ambienti rilassanti, quindi, è la prima regola da tenere a mente per facilitare la digestione ed evitare i crampi addominali. Meglio ancora se durante il giorno si riesce a mangiare frequentemente piccole porzioni di cibo.

Come controllare la stipsi

Per evitare la stitichezza, è importante mangiare cibi ricchi di fibre, bere molta acqua e fare almeno un quarto d’ora di attività fisica ogni giorno; basta anche solo una camminata a passo veloce dall’ufficio alla macchina prima di tornare a casa. Ma quali sono gli alimenti ricchi di fibre? L’orzo perlato, i fagioli, i carciofi, le lenticchie, i lamponi, le fave, i piselli, il pane, la pasta e i cereali integrali (per la colazione).

Ridurre la diarrea

Ogni persona è diversa, per cui è importante imparare a conoscersi a poco a poco e tenere un diario dove annotare i cibi che comportano i problemi maggiori. Di solito, gli alimenti che causano diarrea nelle persone con colon irritabile sono la caffeina, i latticini, i legumi, gli alcolici, i cavoli, i broccoli e i dolcificanti artigianali.

Durante l’estate, la dieta consigliata per evitare i disturbi del colon irritabile comprende soprattutto tanti cibi ricchi di fibre solubili, quindi: frutta e verdura a volontà! Mango, papaia, mele, rape, barbabietole, carote, patate, farina di mais, soia, riso, farina d’avena, pane di frumento e cereali sono un toccasana per la linea e soprattutto per il benessere.

Il profilo metabolico varia per ognuno di noi. Per questo motivo, si può osservare come due persone possono reagire in maniera differente allo stesso regime alimentare.

Nessuna dieta, infatti,  può essere considerata efficace senza un adeguato studio specifico della persona che si appresta ad affrontarla. A conferma di ciò, una ricerca pubblicata sulla rivista «Diabetes», condotta da un gruppo di ricercatori del National Institute of Health e dell’Università di Pisa, che hanno studiato la risposta metabolica di 79 adulti sani.

Lo studio consisteva nel mantenerli prima a digiuno e poi offrire loro diverse diete ipercaloriche ricche in carboidrati o in grassi, il tutto, ogni volta, per ventiquattro ore. Somministrata la dieta, i ricercatori hanno osservato le risposte ponendo ogni partecipante in una camera metabolica, ovvero in una stanza isolata termicamente in cui diversi sensori rilevano i parametri vitali, misurano il consumo di ossigeno e la produzione di anidride carbonica di chi è all’interno.

L’obbiettivo era quello di definire con esattezza il fabbisogno energetico giornaliero e il profilo metabolico, ovvero la maggiore propensione a utilizzare gli zuccheri complessi o i grassi come fonte energetica per tutte le nostre attività (non soltanto fisiche).

Questo passaggio è necessario per quantificare la predisposizione di un individuo a guadagnare o a perdere peso, rispondendo quindi al quesito del perché la stessa alimentazione ha effetti diversi a seconda delle persone a cui è sottoposta.

L’esito della ricerca conferma che ci sono soggetti più propensi a ossidare i grassi e altri più inclini a fare lo stesso con i carboidrati. Questi ultimi, guadagnano più peso nel tempo pur seguendo una dieta normocalorica perché, non consumando tutti i grassi ingeriti con la dieta, li immagazzinano nel corpo come tessuto adiposo.

Al di là di quello che mangiamo, dunque, è il nostro profilo metabolico a determinare il mantenimento di un adeguato girovita. I fattori che condizionano questo parametro sono la genetica, gli ormoni, la dieta e dallo stile di vita in generale.

Affidarsi a degli esperti per creare un regime alimentare personalizzato e specifico per le proprie esigenze, è quindi l’unico modo per ottenere risultati evidenti, duraturi e soprattutto sicuri.

Esiste una differenza fondamentale tra perdere peso, ed avere invece un dimagrimento efficace e sicuro: nel primo caso, si presenta una perdita di massa magra e, anche se all’inizio il fisico apparirà più snello, in realtà non si trae alcun beneficio per il nostro corpo; con un corretto dimagrimento, al contrario, avremo un aumento della massa magra a discapito di quella grassa, ottenendo un corpo tonico, sano e che gode di ottima salute.

Per comprendere a pieno questo concetto e necessario fare un’ulteriore distinzione: quella tra massa grassa e massa magra.

Per massa magra si intende il nostro tessuto muscolare, ricco di acqua (circa il 60%),  in grado di influenzare notevolmente il metabolismo in quanto, più muscoli abbiamo, più calorie riusciamo a bruciare anche a riposo;

per massa grassa invece, intendiamo il tessuto adiposo che va tenuto sotto controllo per preservare il benessere del nostro organismo. Tuttavia, una certa quantità di grasso è necessaria sia come scorta energetica, sia per il buon funzionamento dei processi fisiologici.

Per ottenere un dimagrimento giusto ed efficace bisogna innanzitutto seguire una corretta alimentazione, che non significa smettere di mangiare, ma piuttosto prediligere cibi sani a cibi grassi e poveri di nutrienti indispensabili per il nostro organismo.

Per questo scegliere la dieta adatta a te è il primo requisito per avere successo, una dieta personalizzata, cioè basata su:

  • stile di vita;
  • costituzione fisica;
  • peso;
  • età;
  • fabbisogno calorico;
  • preferenze alimentari.

E’ efficace perché studiata esattamente sui tuoi bisogni. In più, una dieta tarata sulle tue necessità è più facile da seguire perché non sarà mai eccessivamente privativa.

È fondamentale bere almeno due litri d’acqua al giorno, poiché, un regime alimentare scorretto, proibitivo e povero di liquidi porta come unico effetto la disidratazione dei tessuti che si manifesta con pelle secca, inestetismi e cellulite.

Inoltre è importante introdurre anche l’attività fisica! Fare sport, ginnastica, ma anche solamente svolgere attività quotidiane come camminare o andare in bicicletta, aiuta a sentirsi meglio, riducendo lo stress, tonificando i muscoli e aiutando il sonno notturno. Muoversi è infatti una delle chiavi per prendersi cura di sé, un modo per migliorare, sin da subito, la qualità della propria vita.

 

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Seguire diete ipocaloriche molto restrittive, alternandole a periodi di regime libero e incontrollato, porta il tuo peso a diminuire ed aumentare. Questa oscillazione prende il nome di effetto yo-yo.

All’origine dell’effetto yo-yo c’è quindi sempre una dieta dimagrante troppo privativa, a cui segue un aumento di peso non appena si torna a mangiare normalmente. Le cause possono essere di varia natura, fisiologiche ma anche psicologiche.

Quando si cerca di dimagrire seguendo una dieta troppo restrittiva, il corpo rallenta le sue attività per economizzare le energie, ovvero tende a conservare le riserve di grasso e a bruciare di meno. Questo ha effetti negativi sul metabolismo, che dopo una dieta molto squilibrata rallenta: ci porta a riprendere rapidamente peso una volta tornati ad un regime alimentare normocalorico e rende, inoltre, sempre più difficile dimagrire anche in futuro.

Il microbioma intestinale e le sue alterazioni giocano un ruolo cruciale nel determinare l’effetto yo-yo: si tratta di un insieme di microrganismi che popolano il nostro intestino che è in grado di compromettere il benessere del nostro organismo, se non è in equilibrio.

Anche gli ormoni possono renderci più esposti a nuovi aumenti di peso dopo una dieta, poiché regolano l’appetito.

Tra le cause dell’effetto yo-yo ci sono anche ragioni psicologiche, in particolare la cosiddetta “alimentazione emotiva”, che porta a mangiare in modo incontrollato non per esigenze nutrizionali ma come risposta a un’emozione negativa, come rabbia, noia, tristezza.

Per combattere questo fenomeno è quindi importante rivedere le proprie abitudini alimentari e la propria idea di dieta, modificando il proprio approccio con il cibo, in modo da restituirgli il suo giusto ruolo.

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La cucina italiana ha guadagnato grande popolarità in tutto il mondo grazie ai suoi sapori spettacolari. È una delle più antiche e le ricette vengono tramandate da generazione a generazione.La grande forza della cucina italiana è la varietà che la contraddistingue: in funzione delle differenze climatiche, di territorio e di quelle storiche, l’Italia offre un ampio assortimento in ambito culinario spostandosi da regione in regione.

Le differenze climatiche e di territorio sono evidenti in quanto si passa dalle alpi, con clima tipicamente montano, alla pianura padana, dal clima continentale, alle colline del centro, alle zone costiere, fino ad arrivare alle regioni del sud e alle isole, con il loro clima temperato. Queste differenze si ripercuotono non solo sulla materia prima disponibile, come ad esempio il pesce sulle coste, o la carne nell’entroterra, ma anche sulla lavorazione e la trasformazione dei prodotti.

Si tratta di una cucina ricchissima, nutriente e salutare, tramandata da secoli attraverso la vita familiare, d’impronta soprattutto contadina e, in quanto tale, vicina alla terra e ai suoi prodotti.

Caratterizzata dalla sua abbondanza nel gusto e nei condimenti, ha come classico esempio la dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO nel 2010, e ritenuta la più famosa gastronomia al mondo.
I piatti tipici della dieta mediterranea sono vivaci e colorati, con tanti ingredienti freschi cucinati con preparazioni leggere. La cottura delicata ne esalta i sapori e preserva le preziose sostanze nutritive senza appesantire le pietanze, mentre i cibi dolci e i grassi si usano con parsimonia e solo nelle occasioni speciali.

È considerata un vero toccasana per il benessere ed è adatta a tutti. La sua efficacia aumenta quando viene accompagnata da uno stile di vita salutare, con tanto sole e attività fisica.

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Le feste di fine anno non favoriscono la regolarità degli allenamenti. Il tempo passa velocemente, i pasti abbondanti si susseguono rendendo difficile trovare il momento opportuno per dedicarsi all’attività fisica.

Il corpo di un atleta, allenato e nutrito adeguatamente, è estremamente reattivo, soprattutto metabolicamente. Questo è sicuramente un vantaggio, ma ci sono anche lati negativi: così come riesce a bruciare velocemente carichi nutritivi importanti, riesce anche a immagazzinarli altrettanto velocemente. Ecco perché un atleta rischia di risentire, più di un sedentario, uno squilibrio nutritivo improvviso anche durante l’allenamento.

L’attività fisica durante le feste è quindi fondamentale per mantenere sempre attivo il metabolismo e poter fronteggiare l’assunzione di maggiori kcal rispetto al solito.

Tuttavia ci sono delle regole d’oro da seguire che riguardano anche l’alimentazione, per evitare di affaticare eccessivamente il nostro apparato digerente durante le feste:

⦁ mantenere la scheda alimentare il più possibile, evitando i fuori pasto e rispettando i pasti principali e gli spuntini necessari;
⦁ non saltare i pasti credendo di “compensare” con un solo pasto molto abbondante. Questo crea uno squilibrio ancora maggiore nel metabolismo, mettendo in moto quei meccanismi di deposito che bisogna invece evitare assolutamente;
⦁ evitare le abbuffate di carni troppo grasse e dolci con troppe creme, riservando, se possibile, pandori e panettoni alla colazione e non al dopo pasto;
⦁ evitare di allenarsi dopo pasti molto abbondanti, poiché, se non venisse rispettato il tempo della digestione, si affaticherebbe troppo il fegato e il pancreas e ne risentirebbero sia lo stomaco che i muscoli. È infatti consigliabile scegliere le prime ore del mattino per dedicarsi all’attività fisica.

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La dieta vegetariana è un regime alimentare che si basa esclusivamente, o prevalentemente, su alimenti di origine vegetale. Le persone che scelgono questo tipo di alimentazione, quindi, escludono il consumo di tutti i tipi di carne e di tutti i prodotti di trasformazione industriale delle carni.
Per fare chiarezza si distinguono due modelli di riferimento principali:

1. modello latto-ovo-vegetariano, che esclude gli alimenti derivanti dall’uccisione diretta di animali, quali carne, pesce, molluschi e crostacei, ma ammette qualunque alimento di origine vegetale derivante da questi, ovvero le uova, il latte e i prodotti lattieri, i prodotti caseari, il miele e tutti gli altri prodotti di alveare;
2. modello vegano, che non solo esclude tutti i tipi di carne, pesce, molluschi e crostacei, ma prevede anche l’eliminazione dei prodotti vegetali derivanti dagli animali, creando un’ alimentazione basata completamente ed esclusivamente su cereali, legumi, frutta e verdura.

Condurre un’alimentazione povera di grassi animali, limita il rischio di contrarre malattie cardiovascolari, inoltre questo regime alimentare è ricco di polifenoli e antiossidanti, contenuti nella frutta e verdura di stagione, che oltre a combattere l’invecchiamento cellulare, contrastano l’azione dei radicali liberi. Anche le fibre sono presenti in abbondanza, ottime per mantenere intatta la salute dell’intestino e utili per colmare la sensazione di fame.
Tuttavia ci sono dei “contro”, rappresentati dal rischio di qualche carenza nutrizionale e dalla comparsa di disturbi gastrointestinali come gonfiore e sindrome dell’intestino irritabile.

Per salvaguardare l’apporto proteico, vitaminico e di alcuni minerali come ferro zinco e selenio non possono mancare:
• la soia, considerata come la fonte principale di proteine vegetali, e che tra i tanti benefici, aiuta a ridurre il colesterolo;
• i cereali, che migliorano le difese immunitarie, riducono i processi infiammatori, contribuiscono a proteggere le cellule dai radicali liberi e fanno da protezione al sistema cardio-vascolare;
• i legumi, che oltre a prevenire l’ipertensione, aiutano a controllare la glicemia e a prevenire il diabete. Inoltre, essendo ricchi di ferro, combattono l’anemia e grazie all’alta presenza di proteine aiutano ad aumentare la propria massa muscolare;
• frutta e verdura di stagione, ricca di proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o a una verdura maturata al di fuori del proprio arco temporale ideale;
• la frutta secca, alleata per assicurare il consumo di grassi Omega3, presenti soprattutto nelle noci.

Anche in questo caso, è fondamentale creare un programma alimentare che abbia come fondamenta la varietà e l’equilibrio.
Vuoi saperne di più? Chiedi un consulto al Dott. Giuseppe Pisano.

Non sei ancora pronto/a per l’estate? Vorresti dimagrire in modo rapido, controllato ed efficace?

Allora ti interesserà conoscere di più sulla DIETA CHETOGENICA!

La premessa su cui si basa la dieta chetogenica è la capacita dell’organismo di utilizzare con grande efficacia le riserve lipidiche quando la disponibilità dei carboidrati viene notevolmente ridotta.

I carboidrati vengono demonizzati come una delle prime cause dell’aumento di peso ed è per questo che la dieta chetogenica ha conquistato tutta questa fama. Un regime alimentare che ribalta il funzionamento del metabolismo, riducendo drasticamente i carboidrati ad un massimo di 50 grammi al giorno, sostituiti da una maggiore assunzione di proteine e grassi. Con carboidrati, però, non si intende solo pane o pasta, ma tutti quei cibi che contengono zuccheri.

La dieta chetogenica induce il corpo in uno stato definito chetosi: normalmente per ricavare l’energia necessaria per i processi metabolici, il corpo attinge dagli zuccheri che assumiamo tramite l’alimentazione; questo regime alimentare costringe il corpo a ricavare energia in maniera diversa: una volta esaurite le scorte energetiche iniziano a formarsi i corpi chetonici, molecole derivanti dai grassi di deposito e a questo livello il corpo comincia a perdere peso in modo rapido. Si tratta di una dieta che permette di bruciare più velocemente i lipidi e gli accumuli di grasso.

In genere la chetosi si raggiunge dopo pochi giorni, ma basta sbagliare anche di poco in termini di carboidrati per indurre l’organismo a bloccare il processo e ad utilizzare la sua fonte energetica preferita: gli zuccheri.

La dieta chetogenica è adatta per chi deve perdere peso in poco tempo, mantiene glicemia e insulina a livelli regolari, ma per evitare un regime sbilanciato, ma fatto ‘‘su misura’’ per ogni soggetto, deve essere seguita da uno specialista, che monitora con attenzione i progressi della dieta.

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