La B.I.A. è un sistema d’indagine in terapia e diagnostica nutrizionale sia per adulti che per bambini, ma ancora più importante nei soggetti sportivi.

Questo particolare esame, infatti, si avvale della capacità di stimare la massa magra e la massa grassa, tenendo conto anche della quantità di acqua presente nel nostro corpo, rendendolo perciò attualmente tra i metodi più sicuri e precisi.

Le misurazioni Bioimpedenziometriche nella pratica sportiva sono fondamentali per:
– la programmazione corretta degli allenamenti;
– la valutazione del metabolismo basale e del dispendio energetico;
– la valutazione e il monitoraggio dei fluidi intra ed extracellulari;
– la valutazione dell’angolo di fase come indice dello stato fisico generale.

Tutti questi parametri influenzano in maniera significativa la prestazione fisica, soprattutto lo stato di idratazione.
Questo perché l’acqua contribuisce alla riserva di energia immagazzinata attraverso il glicogeno muscolare: se non vi è una corretta idratazione, viene facilitata la trasformazione del glucosio ematico in grasso piuttosto che in glicogeno. Inoltre se le cellule muscolari non hanno sufficiente idratazione, l’acqua viene sottratta al sangue, provocando un abbassamento della pressione arteriosa e aumento dello stress cardiaco, oltre che uno stato di stanchezza che incide sulla performance sportiva.

Il test si svolge grazie all’applicazione di elettrodi su mani e piedi del soggetto, che rilasciando una lieve corrente elettrica, forniscono la possibilità all’apparecchio di misurare la resistenza offerta dall’organismo a tale passaggio di elettricità. Ciò nonostante si tratta di un metodo assolutamente indolore e non invasivo.

Solitamente, per effettuare la procedura, ci sono dei piccoli accorgimenti: non ci si allena nello stesso giorno che la si effettua e non bisogna mangiare o ingerire cibo acidi nelle 6 ore precedenti. È preferibile mangiare solo verdure e una portata di riso bollito.

Il costo medio del trattamento si aggira intorno ai € 30.
Per un preventivo personalizzato, richiedi un appuntamento!

Un’idea sfiziosa, leggera e soprattutto golosa, in alternativa alle solite polpette di carne al ragù!

INGREDIENTI:
3 melanzane;
q.b. Olio extravergine d’oliva;
1 spicchio Aglio;
200 g Tonno al naturale;
2 rametti Prezzemolo;
4 fette di pane in cassetta;
2 uova;
pan grattato integrale.

PREPARAZIONE:
Lava e asciuga le melanzane, quindi tagliale a fette e poi a dadini, mettendole a rosolare in una padella capiente, con un filo generoso di olio extra vergine e uno spicchio d’aglio in camicia.

Appena le melanzane saranno pronte, riducile in purea con un frullatore a immersione, oppure schiacciale con una forchetta.

Trasferisci la purea fredda in una scodella capiente, unisci il tonno ben sgocciolato, le uova, il prezzemolo tritato a coltello e le fette di pane, amalgamando tutto con cura. Se l’impasto dovesse risultare troppo morbido, puoi aggiungere un po’ di pangrattato.

Riponi in frigorifero per 20 minuti, in modo da far rassodare l’impasto per lavorarlo al meglio.

Organizzati con un vassoio, sul quale adagerai le polpette man mano che le prepari, una scodella con il pangrattato e una d’acqua: la prima per tenere le mani sempre bagnate, in questo modo l’impasto non si attaccherà alla pelle mentre realizzate le polpette; e la seconda per l’impanatura.

Prendi un pezzetto di impasto leggermente più grande di una noce, e fallo scorrere tra i palmi delle mani ottenendo la polpetta, quindi passala nel pangrattato e adagiatela sul vassoio.

Una volta impanate tutte, riponi le polpette in frigorifero per 20 minuti, così da farle ben rassodare.

Cuoci le polpette in forno preriscaldato a 180° per qualche minuto, decora con qualche foglia di basilico e porta in tavola le tue polpette di melanzane e tonno, perfette gustate sia calde, che a temperatura ambiente.

Conosciuto e usato fin da tempi antichissimi, l’olio di oliva è il grasso più usato nella dieta mediterranea. Sono innumerevoli gli studi che ne evidenziano le qualità nutrizionali, dichiarandolo il migliore e il più adatto all’alimentazione, tra tutti i grassi alimentari di largo consumo.
Un primato che nasce dal fatto che l’extravergine è l’unico olio ad essere prodotto senza l’aiuto di solventi chimici o altri interventi industriali, come accade invece per altri oli o grassi vegetali. L’ olio extravergine di oliva, infatti, è rimasto negli anni un prodotto genuino e naturale, una spremuta di olive che trasferisce all’olio tutte le sostanze preziose contenute nella materia prima.

Ricco di proprietà benefiche per l’organismo, questo alimento non solo è stato definito salutare, ma anche medicinale.
È particolarmente ricco di acidi grassi monoinsaturi, che tra le sostanze grasse sono le più attive per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari, e povero invece di grassi saturi, responsabili dell’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e direttamente legati a problematiche come l’occlusione delle arterie, l’arteriosclerosi, l’infarto del miocardio.
L’abbondante presenza di acido oleico, un grasso monoinsaturo capace di regolare i livelli di colesterolo, permette di ridurre il livello di colesterolo LDL, “cattivo”, rispetto al livello del colesterolo HDL, “buono”.
Inoltre, l’acido oleico previene le lesioni arteriose e riduce il rischio di ictus, trombosi e coronaropatie.

A distinguere l’olio extravergine d’oliva dagli altri oli è anche il contenuto di polifenoli, potentissimi antiossidanti naturali che proteggono l’integrità delle membrane cellulari, garantendo una difesa contro la formazione e lo sviluppo di molti tipi di tumori, e contrastando la perdita di memoria e l’alterazione delle altre funzioni cognitive legata all’invecchiamento.

Rilevante è anche la presenza di vitamina E, un altro potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai processi d’invecchiamento. Questa importante vitamina svolge attività antitrombotiche e rinforza le pareti dei capillari. Inoltre regolarizza la produzione di ormoni sessuali maschili e femminili e li protegge dall’ossidazione.

L’assunzione quotidiana di olio extravergine d’oliva è, quindi, utile per prevenire numerose patologie!
Come assumerlo?
L’ extravergine è particolarmente resistente alle alterazioni. Questo significa che, se ben conservato, sopporta bene la cottura, raggiungendo temperature anche elevate senza dar luogo alla formazione di sostanze nocive, cosa che invece succede quando si utilizzano oli ricchi di grassi polinsaturi. È la scelta migliore quando si parla di condimenti, anche per sapore e fragranza.
Inoltre l’olio extravergine di oliva è il solo condimento che si inserisce nello svezzamento dei lattanti perché contiene grassi polinsaturi essenziali w6 ed w3 in corretto rapporto tra loro, analogamente a quanto avviene nel latte materno.

Per maggiori informazioni consulta il Dott. Giuseppe Pisano.

Un piatto semplice che racchiude i sapori del mare e della nostra terra.

INGREDIENTI:
500 g gnocchetti
400 g di cozze
400 g di vongole
400 g pomodorini del piennolo
2 spicchi di aglio
q.b di vino bianco
q.b di basilico
q.b di sale

PROCEDIMENTO:
Come prima cosa mettete le vongole in acqua salata e lasciatele a riposare per diverse ore, meglio ancora se per una notte intera per evitare di ritrovare la sabbia all’interno del vostro piatto.

Una volta pronte potrete scolarle e lavarle accuratamente sotto acqua fredda corrente, facendo la stessa cosa anche con le cozze.
Quando avrete terminato la preparazione del pesce prendete una padella ben capiente, mettete a scaldare dell’olio extravergine d’oliva e gli spicchi d’aglio, che potete lasciare interi così da rimuoverli in un secondo momento.

Fatto questo aggiungete le vongole e le cozze, coprite con un coperchio e fate scoppiare per qualche minuto. Quando saranno tutte aperte potete spegnere la fiamma e lasciarle da parte.
Il sughetto che si sarà creato andrà filtrato e lasciato da parte mentre le cozze e le vongole andranno sgusciate. Anche in questo caso lasciatene alcune intere così da utilizzarle per la decorazione del piatto.

A questo punto rimettete la padella sui fornelli e aggiungete dell’olio e i pomodorini precedentemente lavati e tagliati al sughetto delle cozze e delle vongole.
Sfumate con il vino bianco e quando sarà perfettamente evaporato potete aggiungere anche le cozze e le vongole sgusciate.

Fate insaporire per qualche altro minuto aggiustando di sale e peperoncino e dedicatevi alla cottura degli gnocchi.

Mettete sul fuoco una pentola ben capiente, aggiungete gli gnocchi quando sarà arrivata a temperatura ed attendete che salgano a galla. Quando saranno tutti a galla scolateli e versateli nella padella con il condimento.

Saltate il tutto per un minuto circa e poi servite ai vostri ospiti magari con una fogliolina di basilico e il pesce ancora con il guscio tenuto da parte prima.

Non è possibile stabilire dei valori di pressione ideali, ossia uguali per tutta la popolazione. La pressione infatti può subire delle variazioni in relazione al sesso, all’età, al peso corporeo, ma anche all’apparecchio utilizzato e allo stato psicofisico e di salute generale in cui viene misurata.
Tenuto conto di queste possibili condizioni di variabilità, in età adulta si ritiene ideale una pressione contenuta fra 115-130 mmHg nei valori massimi e fra 75-85 mmHg nei valori minimi. Valori eccedenti queste soglie determineranno quindi una condizione ancora di normalità ma meritevole di attenzione e periodiche misurazioni.

Possiamo parlare invece di ipertensione quando la pressione massima sarà superiore ai 140 mmHg e la minima ai 90 mmHg. Nella maggior parte dei casi questa condizione è asintomatica. Ciò significa che non dà disturbi specifici e che molti pazienti possono convivere bene e a lungo con la pressione alta senza saperlo. Solo di rado l’ipertensione si manifesta con palpitazioni, vertigini, cefalea, nervosismo, stanchezza, ronzii e disturbi visivi.

Cambiamenti nella dieta e nello stile di vita, come riduzione dei chili in eccesso, aumento dell’attività fisica ed astensione dal fumo, portano ottimi benefici alla salute e al controllo della pressione arteriosa.
Il primo consiglio alimentare che viene sempre dato è di ridurre il contenuto di sodio nei nostri piatti, ovvero di limitare il sale. Questo non soltanto significa evitare piatti pronti surgelati, ma anche stare attenti in cucina alla preparazione dei cibi: per insaporire i nostri piatti possiamo usare sali integrali, che sono ricchi di molti altri minerali, o arricchirli con le erbe aromatiche, come rosmarino, salvia, menta, origano, melissa, timo, santoreggia, alloro, dragoncello, erba cipollina, o divertirci ad imparare ad utilizzare le spezie!

Vanno rigorosamente evitati i salumi e gli insaccati, e la limitazione si estende ai prodotti in scatola come i legumi e il mais che posso contenere aggiunte di sale e correttori, per i quali si consiglia una lettura attenta dell’etichetta.
Da evitare anche i formaggi, soprattutto stagionati, cercando di ripiegare la scelta su quelli freschi.

Per quanto riguarda le preparazioni in cucina sono da controllare le fritture e gli arrosti sostituendo con modalità più semplici e salutari come la cottura a vapore o ai ferri.

Per creare un programma alimentare su misura per te, richiedi una consulenza con il Dott. Giuseppe Pisano!

La zuppa di seppie è un piatto di mare saporito, delicato e semplice da preparare. Perfetta da abbinare a dei croccanti crostini di pane.

INGREDIENTI:

seppie 500 g;
aglio 2 spicchi;
prezzemolo 1 ciuffo;
pomodoro pelato 400 g;
vino bianco 1 bicchiere;
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai;
sale q.b.;
pepe bianco q.b.

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa riponete l’olio in una padella e fate soffriggere appena l’aglio.
Successivamente aggiungete le seppioline tagliate a striscioline e fatele scottare.
A questo punto versate un bicchiere di vino bianco e lasciate cuocere per 5 minuti.
Aggiungete, infine, il pomodoro pelato sminuzzato e mezzo bicchiere di acqua, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco lento.

Servite la zupetta di seppioline con crostini di pane, prezzemolo ed una spolverata di pepe bianco.

La cucina italiana ha guadagnato grande popolarità in tutto il mondo grazie ai suoi sapori spettacolari. È una delle più antiche e le ricette vengono tramandate da generazione a generazione.La grande forza della cucina italiana è la varietà che la contraddistingue: in funzione delle differenze climatiche, di territorio e di quelle storiche, l’Italia offre un ampio assortimento in ambito culinario spostandosi da regione in regione.

Le differenze climatiche e di territorio sono evidenti in quanto si passa dalle alpi, con clima tipicamente montano, alla pianura padana, dal clima continentale, alle colline del centro, alle zone costiere, fino ad arrivare alle regioni del sud e alle isole, con il loro clima temperato. Queste differenze si ripercuotono non solo sulla materia prima disponibile, come ad esempio il pesce sulle coste, o la carne nell’entroterra, ma anche sulla lavorazione e la trasformazione dei prodotti.

Si tratta di una cucina ricchissima, nutriente e salutare, tramandata da secoli attraverso la vita familiare, d’impronta soprattutto contadina e, in quanto tale, vicina alla terra e ai suoi prodotti.

Caratterizzata dalla sua abbondanza nel gusto e nei condimenti, ha come classico esempio la dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO nel 2010, e ritenuta la più famosa gastronomia al mondo.
I piatti tipici della dieta mediterranea sono vivaci e colorati, con tanti ingredienti freschi cucinati con preparazioni leggere. La cottura delicata ne esalta i sapori e preserva le preziose sostanze nutritive senza appesantire le pietanze, mentre i cibi dolci e i grassi si usano con parsimonia e solo nelle occasioni speciali.

È considerata un vero toccasana per il benessere ed è adatta a tutti. La sua efficacia aumenta quando viene accompagnata da uno stile di vita salutare, con tanto sole e attività fisica.

Per saperne di più consulta il Dott. Giuseppe Pisano!

Oggi nutrizione Pisano propone un piatto facile da preparare, ma ricco di gusto: spaghetti con gamberoni!

 

INGREDIENTI:

  • 200 g spaghetti;
  • 12 gamberoni;
  • olio extra-vergine d’oliva;
  • uno spicchio d’aglio;
  • vino bianco q.b.;
  • sale q.b.;
  • un ciuffetto di prezzemolo.

PROCEDIMENTO:

Per iniziare, lavate bene i gamberoni e privateli dell’intestino posto sul dorso, sfilandolo delicatamente aiutandovi con uno stecchino. Una volta eseguita questa operazione, risciacquate i gamberoni e asciugateli tamponandoli con della carta assorbente.

Successivamente ponete circa tre cucchiai di olio extra-vergine d’oliva in un tegame e lasciate soffriggere lo spicchio d’aglio. Aggiungete i gamberoni e fateli cuocere nel sughetto per due o tre minuti per lato. Successivamente sfumateli con un po’ di vino bianco.

Nel frattempo prendete una casseruola riempita d’acqua e portatela a bollore, salatela e versateci gli spaghetti. Quando risulteranno cotti, scolateli e uniteli al sughetto di gamberoni. Arricchite il tutto con una bella spolverata di prezzemolo tritato e mantecate fino a far insaporire bene gli spaghetti.

Dopo qualche minuto la pasta sarà pronta per essere impiattata!

La forfora è un’affezione dermatologica estremamente comune, più frequente nel sesso maschile. Si manifesta con una desquamazione del cuoio capelluto di entità molto variabile: può infatti essere da lieve a molto intensa e da occasionale a cronica.

Le cause possono essere diverse: patologiche, ambientali o anche psicologiche. Tuttavia esistono rimedi naturali che posso aiutare a prevenire, contrastare e ridurre questo problema.

Anche in questo caso l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale, poiché una dieta sana ed equilibrata garantisce al cuoio capelluto e ai capelli, tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.

 In generale, si consiglia quindi un’alimentazione che preveda:

  • cibi ricchi di acidi grassi essenziali polinsaturi omega 3 e omega 6, contenuti soprattutto nei prodotti della pesca;
  • vitamina A, vitamina C e vitamina E, contenute maggiormente nella frutta e nella verdura;
  • minerali, quali zinco e selenio, presenti nella carne, nelle uova e nel latte;
  • fibre, contenute ad esempio nei cereali integrali, che vanno preferiti a quelli raffinati;
  • proteine vegetali, di cui un’ottima fonte sono i legumi.

È opportuno, inoltre, limitare il consumo di cibi ricchi di grassi, come ad esempio salumi, fritture, panna, piatti pronti o formaggi non magri, oltre al consumo di alcolici e caffè.

Talvolta i disturbi di capelli e cuoio capelluto possono essere causati da un apporto inadeguato di ferro. È consigliabile, quindi, controllare i valori di ferro nel sangue e, in caso di carenza o di eccesso, seguire un’alimentazione che aiuti a riequilibrarne i livelli, ovviamente sempre sotto controllo di uno specialista.

 

Chiedi maggiori informazioni al Dott. Giuseppe Pisano!