Tutti aspirano ad una forma fisica perfetta, ma sono pochi sono quelli che riescono a raggiungere i risultati sperati affidandosi solo alle proprie capacità. Ancor meno sono coloro che riescono a mantenere una forma fisica perfetta nel tempo.
Per dimagrire non è necessario imporsi delle privazioni: per avere una forma fisica perfetta si ha bisogno soprattutto di una dieta personalizzata, di costanza e di una forte motivazione.

Iniziare una dieta sostenuti da una forte motivazione, invece che da un generico desiderio di perdere qualche chilo, è il primo passo per raggiungere l’obiettivo con successo e stabilità.
Per aiutarti in questa piccola sfida, ti tornerà utile prefissarti degli obiettivi di dieta che favoriranno a mantenere alti gli obiettivi di dieta.

Il primo step di questo percorso motivazionale che stai per intraprendere riguarda il motivo che ti spinge a compierlo: focalizza questo motivo e concentrati su di esso.
Definisci una meta che sia sotto il tuo controllo e che non dipenda da elementi esterni: qualunque sia il motivo, in pratica, fa’ in modo che il cambiamento sia voluto solo e soltanto da te.

Una volta determinata la meta, bisogna delineare le tappe di percorso, ovvero tutti gli obiettivi intermedi che favoriranno il processo di dieta, stimolando la tua motivazione a mantenersi sempre alta.
Si tratta di porsi delle sfide e darsi la possibilità di superarle.

Non esiste dieta senza movimento: quindi se una corsa la domenica mattina è considerata estrema e ben al di fuori della propria portata, un obiettivo plausibile potrebbe essere quello abbandonare la vita sedentaria nelle piccole azioni quotidiane, come scegliere di salire le scale piuttosto che prendere un ascensore.

Perché sia efficace e la motivazione si mantenga alta, è necessario che gli obiettivi siano reali, ovvero adatti alle possibilità di riuscita.

La motivazione può diventare una spinta veramente importante quando si ha qualcuno con cui condividere il tuo obiettivo.
L’alleato perfetto per la tua dieta può essere un nutrizionista: una figura professionale che, partendo dal tuo stato iniziale, delinea con te una dieta su misura per le tue esigenze e ti aiuta a trasformare il tuo obiettivo in un vero e proprio stile di vita da mantenere nel tempo.

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La corsa è uno degli sport più praticati, anche grazie all’immediatezza con cui è possibile iniziare e al fatto che non servano particolari abilità pregresse per muovere i primi passi.

Il parere generale è sostanzialmente diviso su due fronti: meglio correre all’aperto oppure ricorrere al tapis roulant?

La verità, però, è che non esiste una corsa migliore di un’altra. Si può trarre vantaggio da entrambe, basta conoscerne i pro e i contro per poi decidere quale sia meglio per ognuno.

Pro e contro del tapis roulant

Con il tapis roulant, la corsa tende ad avere lunghezze di falcata inferiori e velocità di falcata più elevate rispetto al correre all’aperto, traducendosi in un minore impatto sul fisico, soprattutto sulle articolazioni portanti (caviglie, ginocchia, fianchi).
Un altro vantaggio dell’utilizzo del tapis roulant è il fatto che non sia vincolato al tempo o alla situazione atmosferica, visto che essendo posizionato in un luogo chiuso può essere usato di giorno o di notte e con qualsiasi clima.
Inoltre,  molto apprezzate sono le varie funzioni che la macchina può offrire, come il controllo preciso del ritmo della falcata, dell’inclinazione e degli intervalli temporali di esecuzione.

Tuttavia, a differenza della corsa all’aperto, durante la quale si è circondati da un paesaggio che cambia con l’avanzare del proprio cammino, praticando quella indoor si rimane sempre in un luogo fisso e questo alla lunga può diventare noioso.
Inoltre, l’allenamento su tapis roulant coinvolge in modo minore i gruppi muscolari dei glutei e quelli posteriori della coscia, rispetto all’alternativa all’aperto perché i movimenti su tapis roulant sono molto più fluidi.

Pro e contro della corsa all’aperto

Sebbene sia il tapis roulant sia la corsa all’aperto apportino benefici per la salute, come abbassamento della pressione sanguigna, aumento della resistenza e diminuzione del rischio di depressione, la variante all’aperto può dare ulteriori vantaggi, sia fisici sia psicologici.
Le superfici più dure, infatti, fortificano le ossa e gli ostacoli e le barriere che si possono incontrare sul percorso, attivano molti più gruppi muscolari e sviluppano un migliore equilibrio.
In effetti, i risultati di recenti ricerche indicano che la corsa all’aperto può bruciare dal 3 al 7% di calorie in più rispetto al tapis roulant.

Come contro, sicuramente abbiamo il vincolo delle condizioni climatiche, che soprattutto in inverno, non ci permettono di correre all’aperto.
Anche il rischio infortuni è maggiore a causa della irregolarità del terreno che ci può rendere instabili.

 

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Il sushi, da pietanza esotica, negli ultimi 15 anni è diventato una presenza fissa nella dieta degli italiani: merito di quell’irresistibile mix tra riso e pesce (crudo), che all’apparenza sembra anche molto salutare.

Si tratta di un piatto tradizionale giapponese che si basa su una particolare varietà di riso a chicco corto leggermente acetato e servito con una selezione di pesce e verdure. Condimenti e ripieni possono includere pesce crudo, come salmone o tonno, pesce o crostacei cotti, avocado, formaggio cremoso, verdure e wasabi.

È stato dimostrato scientificamente come la dieta giapponese, similmente a quella mediterranea, sia positiva per la salute. Secondo varie ricerche, le linee guida alimentari giapponesi, che prevedono un consumo equilibrato di cereali, ortaggi, frutta, pesce e poca carne, portano ad un minore rischio di morte prematura per tutte le cause, incluse le malattie cardiovascolari.

Il sushi può quindi essere una scelta salutare, ma molto dipende dalla varietà che ordiniamo.

I pesci grassi come il salmone e il tonno contengono omega-3, un acido grasso essenziale di cui il nostro corpo ha bisogno. Generalmente il consiglio è di mangiare 1-2 porzioni di pesce azzurro a settimana e il sushi può aiutarci a raggiungere quest’obiettivo.

Le verdure comunemente usate per arricchirlo includono cetrioli e avocado, quest’ultimo è un’ottima fonte di grassi monoinsaturi e vitamina E.

Le alghe, utilizzate per avvolgere il riso o per accompagnarlo nelle insalate, sono ricche di fibre e proteine, oltre ad essere una buona fonte di minerali tra cui iodio, ferro, zinco e vitamina B12.

Tuttavia, ci sono aspetti che possono influenzare negativamente l’inserimento del sushi all’interno della nostra dieta.
È necessario quindi scegliere con attenzione cosa ordinare per evitare gli alimenti più calorici.

Ad esempio è bene evitare i fritti, privilegiando il crudo o la cottura a vapore.

Le salse che accompagnano il sushi possono aumentare rapidamente i livelli di sodio e grassi nel piatto. Dalla maionese alla soia. Se proprio non possiamo farne a meno, limitarsi bagnare lievemente il roll nella soia.

Nessun problema invece con lo zenzero che accompagna di solito gli involtini di sushi e serve a pulire la bocca e azzerare i sapori tra un tipo di sushi e l’altro.

Ovviamente, come per tutti gli alimenti, anche con il sushi è fondamentale evitare di esagerare con le quantità.

 

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Il cioccolato fondente oltre a essere un alimento goloso e particolarmente amato è ricco di sostanze nutritive che possono influire positivamente sulla salute.

Grazie ad alcune sostanze contenute nel cacao, come i flavonoidi e i polifenoli, il cioccolato fondente ha proprietà cardioprotettive. Queste sostanze, infatti, aiutano le arterie a mantenersi flessibili e in salute, avendo un effetto anti-ipertensivo. Inoltre, grazie alla presenza di teobromina, il cioccolato fondente agisce sulla muscolatura del cuore con effetti cardiostimolanti che aiutano a prevenire l’infarto.

Il cioccolato stimola la produzione di serotonina praticando, dunque, sul sistema nervoso un’azione eccitante ed antidepressiva. La serotonina è un ormone prodotto dal cervello che determina il buonumore. Quando la produzione non è sufficiente si rischia la depressione; moltissimi antidepressivi hanno, infatti, la funzione di normalizzare i livelli di serotonina. Il cioccolato svolge, quindi, un’azione antidepressiva naturale.

Diversi studi hanno valutato anche l’effetto del consumo di cioccolato fondente sulle dislipidimie e sui valori di colesterolo e trigliceridi. Sebbene non ci sia evidenza di un abbassamento del valore di trigliceridi nel sangue dovuto al consumo di questo alimento, è stato notato un abbassamento dei valori di colesterolo LDL e un aumento dei valori di colesterolo HDL.

Il cioccolato fondente, infine, può anche essere positivo per la funzionalità del cervello. In particolare, secondo uno studio mangiare cacao ad alto contenuto di flavanoli per almeno 5 giorni consecutivi migliorerebbe il flusso sanguigno al cervello.

Il cacao può anche migliorare significativamente la funzione cognitiva negli anziani con lieve decadimento cognitivo, la fluidità verbale e diversi fattori di rischio per la malattia.

È possibile quindi consumare il cioccolato non solo a pezzetti semplicemente, ma utilizzarlo anche in tantissime ricette che ci permettono di creare piatti sfiziosi, golosi, salutari e light.

Attenzione però, perché non tutti possono mangiare cioccolato senza problemi. Questo alimento, infatti, essendo molto grasso impegna il fegato, quindi è controindicato a chi soffre di malattie epatiche.

La scelta più saggia e sicura è quella di rivolgersi ad un professionista per scoprire come integrare correttamente questo particolare alimento all’interno del proprio regime alimentare, senza rischiare di sbagliare creando danni al nostro organismo.

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I calcoli renali, ovvero, la presenza di formazioni solide nell’apparato urinario, provocano delle coliche solitamente molto dolorose che, purtroppo, possono ripetersi in chi ne ha già sofferto, almeno che non siano state eliminate le cause.

Nella maggior parte dei casi, la calcolosi urinaria è causata da un aumento della concentrazione di calcio nelle urine provocato da fattori esterni, quali un’alimentazione ricca di calcio o povera di liquidi senza che sia presente una patologia scatenante.

Meno frequente causa della formazioni di calcoli è l’iperparatitoidismo, cioè una produzione eccessiva di paratormone da parte delle ghiandole paratiroidi. In questo caso si ha un tasso di calcio nel sangue costantemente elevato, calcio che arriva quindi nel rene causando una sovra-saturazione persistente con conseguente formazione cronica di calcoli anche di enormi dimensioni.

Sebbene nessun tipo di calcolosi possa essere ricondotto unicamente a un’alimentazione scorretta, esistono cibi che, in ottica di prevenzione, è bene consumare in abbondanza e altri che è meglio invece limitare.

Un’unica raccomandazione trova un consenso unanime da parte di medici e ricercatori: per contrastare la formazione dei calcoli renali è fondamentale mantenere idratato l’organismo, assumendo le giuste quantità di liquidi con la dieta.
Così facendo, le sostanze presenti nelle urine vengono maggiormente diluite, per cui minori sono le possibilità che precipitino e si aggreghino.

La carne e in generale i cibi ricchi di proteine animali comportano un elevato introito di acidi urici e devono quindi essere ridotti nella dieta delle persone a rischio di produrre calcoli di acido urico.

È molto importante controllare l’assunzione quotidiana di sale. Un’idea per sostituirlo può essere prediligere spezie e aromi naturali. Bisogna prestare attenzione anche ai cibi confezionati, spesso ricchi di cloruro di sodio, glutammato monosodico e nitrato di sodio, prendendo quindi l’abitudine di leggere attentamente le etichette.

Un altro consiglio è quello di limitare il caffè, il tè e la cola a 1 o 2 tazze al giorno, perché la caffeina può far perdere liquidi troppo rapidamente e favorire la disidratazione.

In generale, la raccomandazione più importante è quella di mantenere sotto controllo il proprio peso corporeo, attraverso il sostegno di un professionista qualificato.

Le necessità specifiche, da quelle energetiche, a quelle dei macronutrienti e micronutrienti, dovranno essere valutate nel singolo caso da un nutrizionista, che elaborerà un piano alimentare specifico per le esigenze particolari e per il tipo di calcolosi sviluppata.

In questo modo non solo si tiene sotto controllo il peso corporeo, altro fattore fondamentale nella prevenzione dei calcoli renali, ma lo si fa in sicurezza evitando scompensi nutrizionali che possono danneggiare ulteriormente il nostro organismo.

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Ogni persona ha il proprio modo di approcciare all’attività fisica e quindi al benessere. Durante il periodo delle festività natalizie, capita molto spesso di non riuscire ad allenarsi regolarmente e con la stessa intensità.
Può quindi succedere che si faccia fatica a riprendere poi gli stessi ritmi con la stessa frequenza.
Si tende quindi a rimandare gli allenamenti entrando in una sorta di “circolo vizioso” che ci rende sempre più faticosa la ripresa.

Spezzare questa catena il prima possibile è fondamentale per abituarci di nuovo agli standard precedentemente raggiunti, e perché no, superarli.
Ovviamente la ripresa deve essere graduale, in modo da non sforzare e quindi danneggiare il nostro corpo.

Ecco quindi dei semplici consigli che possono risultare utili.

Soprattutto in questo momento, l’obiettivo è quello di rompere dalla routine quotidiana a cui la sedentarietà e le restrizioni in atto ci costringono.

Fare attività fisica è importante soprattutto per liberarci dallo stress che il nostro organismo accumula. Come?

È necessario attivare la componente cardiovascolare per mettere in atto un ricambio di sangue e liberare intestino, stomaco e tutto il nostro organismo dalle tossine che immagazziniamo a livello fisico.

L’attività di tipo cardiovascolare comprende una camminata, una corsetta o, per le giornate in casa, lezioni ed esercizi specifici e mirati.

Questo tipo di attività è inoltre fondamentale anche per il nostro apparato respiratorio. I polmoni sono infatti organi spugnosi che necessitano di essere messi sotto sforzo, per evitare un ristagno anche a livello alveolare.

Quando non è possibile concedersi delle camminate sportive o dedicarsi al jogging, anche praticare yoga è un toccasana. L’approccio meditativo e olistico di questa disciplina aiuta a svuotare il “sacchetto” emozionale insieme a quello fisico.

È importante anche capire quale tipologia di approccio all’attività fisica si preferisce: ad esempio c’è chi preferisce allenarsi in gruppo, anche online, altri invece desiderano fare attività all’aperto, ci sono poi persone che si sono ben adattate allo spazio della propria casa e chi invece non si abituerà mai.
Insomma, oltre agli allenamenti adatti per ognuno, anche il luogo è un fattore specifico da considerare.

Per garantire il massimo della sicurezza e dell’efficacia dell’allenamento, la scelta migliore è sicuramente quella di rivolgersi ad un professionista.
Attraverso un programma personalizzato, studiato da un personal trainer qualificato, infatti, si può lavorare direttamente sui problemi specifici di ogni individuo, raggiungendo così i risultati in minor tempo, senza la preoccupazione di sforzare in maniera errata il proprio corpo.

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Le arance sono tra gli agrumi più amati. Adatte per preparare succhi e spremute, sono ottime anche da gustare  semplicemente come frutti freschi. Ed è proprio il periodo invernale (da novembre a febbraio) il migliore per gustare questo frutto.

Le arance sono considerate dei frutti benefici per la salute soprattutto per la loro ricchezza di vitamina C, che ci aiuta nella prevenzione del raffreddore e dei malanni stagionali rafforzando il sistema immunitario, e favorisce l’assorbimento del ferro contenuto nei cibi vegetali.

Per il loro contenuto di potassio le arance sono considerate benefiche anche per il cuore e la circolazione.

Hanno proprietà antiossidanti, rinfrescanti e astringenti.

La loro ricchezza di fibre aiuta ad alleviare la stitichezza e a stimolare l’apparato digerente, aiutandolo nell’eliminazione delle tossine.

Sono ricche di carotenoidi, sostanze che contribuiscono a proteggere gli occhi e la vista.

Sono una fonte importante anche di altre vitamine e di sali minerali.

Ma andando nello specifico, possiamo analizzare tutti i benefici di cui possiamo godere, inserendo correttamente questo alimento all’interno della nostra dieta.

  • SALUTE CARDIACA. Numerosi studi, dimostrano che le arance prevengono i disturbi cardiovascolari grazie alla vitamina B1,utilissima per migliorare le funzioni cardiocircolatorie, ma anche grazie al potassio, minerale essenziale per il controllo della pressione sanguigna.
  • FUNZIONI INTESTINALI E ANTI-STRESS. Un consumo regolare di arance migliora le funzioni intestinali e contrasta lo stress, grazie alla presenza di acido folico, fondamentale soprattutto per le donne in gravidanza, poiché aiuta a ridurre la stanchezza fisica e mentale. Anche la presenza di calcio, le rende utili per i nervi, per le ossa e per i muscoli.
  • PREVENZIONE DEI TUMORI. La vitamina C, di cui le arance sono grande fonte, è nota come arma contro i radicali liberi ed i processi ossidativi. E il licopene, presente soprattutto nelle arance a polpa rossa, è un potente antitumorale, antinfiammatorio e protettivo per l’apparato cardiovascolare.
  • PREVENZIONE DELL’ANEMIA. Le arance non hanno un grandissimo contenuto in ferro, ma sono un’ottima fonte di acidi organici come l’acido citrico e ascorbico, che hanno la capacità di aumentare l’assorbimento del ferro dal tratto digerente.
  • PREVENZIONE DEI CALCOLI RENALI. Le arance sono una buona fonte di acido citrico e citrati, che si ritiene abbiamo un’importante ruolo nella prevenzione dei calcoli renali.
  • RAFFORZANO DENTI E OSSA. Grazie alla presenza di bioflavonoidi questo agrume rafforza denti, ossa e tendini.
  • RAFFORZANO LE DIFESE IMMUNITARIE. Bere una spremuta d’arancia al giorno aiuta a sostenere il sistema immunitario. Questo effetto è dovuto principalmente all’azione della vitamina C, che protegge dalle infezioni, stimola la formazione degli anticorpi rafforzando appunto il sistema immunitario.
  • EFFETTO DRENANTE. L’olio essenziale prodotto con la spremitura delle foglie e delle bucce è ricco di antiossidanti, tra cui l’esperidina, una molecola che ha effetti drenanti.
  • SALUTE DELLA PELLE. La vitamina C è, inoltre, un potentissimo antiossidante capace di aiutare a combattere i danni della pelle causati dall’esposizione solare e dall’inquinamento.

Scopri come inserire le arance all’interno della tua alimentazione, rivolgendoti al Dott. Giuseppe Pisano per creare un programma alimentare dedicato alle tue specifiche esigenze.

Cene, aperitivi e abbuffate in famiglia rappresentano un must durante le festività natalizie.
Sono tantissime, infatti, le occasioni che si presentano in questo periodo, che mettono alla prova il nostro desiderio di mantenere la linea.

A Gennaio arriva quindi il momento di fare i conti con la bilancia.
Innanzitutto, non bisogna essere troppo severi con se stessi: mettere su qualche chilo di troppo è molto frequente, l’importante è ritornare in carreggiata dopo le feste.

Il concetto di dieta viene spesso distorto nell’immaginario comune, poiché viene vista come una sorta di privazione del piacere del cibo, o nei casi più estremi viene associata al digiuno.

Tuttavia, seguire una dieta non vuol dire affatto questo, ma vuol dire seguire un regime alimentare sano, equilibrato e che soddisfi pienamente tutti i bisogni nutrizionali del nostro organismo.

Il segreto è quindi assumere la giusta dose di alimenti sani, contenenti il quantitativo di nutrienti appropriato.

Ci sono delle semplici regole generali che possono aiutarci a raggiungere il nostro obbiettivo.

Innanzitutto l’alimentazione dovrà essere varia e bilanciata.
I macronutrienti devono essere distribuiti attraverso i tre pasti fondamentali, composti da colazione, pranzo, cena e, se necessario, è bene aggiungere i due spuntini a metà mattina e al pomeriggio.

Sicuramente via libera a tanta frutta e verdura. Questi alimenti sono ricchi di sali minerali, vitamine e composti fitochimici che le caratterizzano in base al loro colore.
Fondamentale nei vegetali è la presenza di fibre, che servono a equilibrare le calorie assunte durante le feste e a ritornare presto in forma.
In questo contesto tra gli alimenti da privilegiare ci sono ad esempio le prugne , ottima fonte di fibra con effetto saziante, detossinante e che favorisce la digestione.
Anche l’arancia, come gli altri agrumi di stagione, è un ottimo alimento da consumare in questo periodo. Meglio privilegiare il frutto intero piuttosto che il succo poiché contiene più sali minerali e fibre, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri.

Le spezie giocano un ruolo fondamentale in una buona dieta post abbuffata, poiché aggiungono sapore ai cibi e forniscono importanti proprietà nutritive all’organismo. Curcuma, pepe e peperoncino forniscono una potente funzione anti-infiammatoria, utilissima per depurarsi e in grado di aumentare la combustione dei grassi, favorendo il processo di dimagrimento e ristabilendo il peso forma. Possono essere aggiunte all’olio utilizzato per condire i piatti, così da dare un sapore più brioso ad ogni pasto. Altra preziosissima spezia è lo zenzero, ricco di antiossidanti per combattere i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce, e capace di regolare la quantità di zuccheri, per migliorare la digestione e velocizzare il metabolismo.

Durante la giornata è importante bere molta acqua per smaltire la ritenzione idrica, una classica conseguenza degli abbondanti pasti festivi.

Masticare lentamente, inoltre, aumenta il senso di sazietà e ci permette anche di apprezzare realmente i sapori dei piatti che stiamo mangiando.

La strategia migliore rimane però quella di rivolgersi ad un professionista.
Attraverso un percorso personalizzato, creato da un nutrizionista, si lavora in maniera specifica sulle esigenze personali di ogni individuo. In questo modo i risultati si ottengono più rapidamente e soprattutto in modo sicuro.

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Una tipica verdura napoletana che vanta numerose proprietà e si presta a diverse ricette sfiziose in cucina è la scarola.

Consumata cotta o cruda, dotata del suo caratteristico sentore amaro, deve la sua popolarità alle proprietà salutari, che sono principalmente correlate ai suoi numerosi benefici.

Poverissima di calorie è un alimento di grande aiuto quando si vuole perdere peso. La buona quantità di fibra svolge un’azione saziante e anti-fame.

Presenta inoltre un basso contenuto di sodio ed è ricca di vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B.

Oltre alle fibre, la ricchezza di potassio e la povertà di sodio regalano alla scarola un grande potere diuretico, che  stimola la funzionalità del fegato e del rene. Inoltre, le fibre contribuiscono a ridurre la glicemia ed il colesterolo cattivo (LDL) nei pazienti obesi e diabetici.

È tra le verdure con più alto contenuto di acido folico, vitamina fondamentale sia in caso di gravidanza, che nel caso dello sviluppo del bambino.

Super versatile in cucina, è perfetta sia cruda che cotta:
cruda è ottima per esaltare la sua azione drenante e diuretica mentre ripassata in padella con olio extravergine di oliva, è il miglior impiego per stimolare il fegato e per avere un buon controllo sulla glicemia post prandiale.

La tradizione napoletana, ad esempio, vuole che il suo sapore venga impreziosito da quello delle olive taggiasche, in grado di smorzarne benissimo il suo lieve accento amarognolo, dai pinoli o da altri ingredienti come le acciughe.

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Sono sempre di più le coppie che si trovano ad affrontare problematiche di infertilità.
Secondo le ultime stime ISTAT, solo in Italia sono ogni anno tra le 60.000 e le 80.000, rappresentando all’incirca il 20-25% delle 300.000 nuove unioni.

Le cause possono essere numerose e di diversa natura. Ad esempio possono essere correlate a specifiche patologie, quali obesità, infezioni da malattie a trasmissione sessuale (sifilide, gonorrea, chlamydia), endometriosi, policisti ovarica. Ma anche a fattori sociali (la ricerca di un figlio in tarda età) o allo scorretto stile di vita (l’uso di droghe, l’abuso di alcool, il fumo, le condizioni lavorative, l’inquinamento).

Fra quest’ultima serie di fattori, un ruolo importante ha anche l’alimentazione.

Essere normopeso rappresenta infatti la condizione ideale per portare avanti la gravidanza in maniera ottimale; di contro donne sottopeso o coloro che praticano un’intensa attività fisica possono avere difficoltà di ovulazione, e dunque di concepimento, con ricadute sui rischi per la crescita del feto. Anche quando si è alla ricerca di un figlio, la dieta va studiata con un medico specialista o un nutrizionista, ma ci sono dei fattori nutrizionali più generali che possono favorire la fertilità.

Nel caso delle donne:

  • La supplementazione di ferro eme (una componente dell’emoglobina e di altre proteine contenuto in piccola parte nel ferro alimentare) derivato da prodotti animali, quali la carne, e di ferro non-eme derivato da alimenti di origine vegetale, latte e simili.
  • Il consumo di proteine di origine vegetale, in particolare di legumi, e di cereali integrali (pane, pasta e riso).
  • Il corretto apporto di vitamine.
  • Il consumo di carne non più di 5 volte a settimana, alternato a pesce e legumi, una porzione di verdura ad ogni pasto e circa tre frutti al giorno
  • L’utilizzo di olio di oliva a crudo, integrato con piccole quantità di olio di semi
  • Il rispetto del fabbisogno giornaliero di acido folico, presente in particolare nelle verdure a foglia verde scuro, da addizionare quando necessario e sotto prescrizione medica con integratori nutrizionali

Tuttavia, ci sono anche abitudini alimentari che possono portare all’effetto contrario, favorendo quindi la condizione di infertilità.

Ad esempio:

  • l’eccessivo consumo di latte scremato e derivati, quali yogurt e gelato, al posto di latte intero, fonte di calcio e vitamina D;
  • il consumo di grassi saturi, presenti prevalentemente nei grassi di origine animale (burro, lardo, strutto) a discapito dell’apporto di carboidrati e grassi insaturi.

Per quanto riguarda gli uomini, recenti studi hanno evidenziato che 1 giovane su 3 in Italia è a rischio di infertilità.
Nasce quindi l’urgenza di attuare un piano atto ad educare e sensibilizzare soprattutto i giovani sui rischi di comportamenti, abitudini e stili di vita che possono avere risvolti negativi non solo sulla fertilità ma anche sulla salute generale.

Fra questi in età infantile e durante lo sviluppo puberale, un ruolo importante è svolto dall’eccessivo aumento ponderale (spesso causa di uno squilibrio ormonale) e dalla sedentarietà, associati ad abitudini alimentari non appropriate.

Anche nell’uomo, una dieta equilibrata, completa e ricca di antiossidanti, e il contenimento dei fattori di rischio, mantenendo quindi un peso adeguato,  con un’attività fisica moderata e costante, assenza di consumo di sostanze d’abuso e dopanti,  rappresentano poche e semplici regole utili per ottimizzare la fertilità e la sessualità, e per preservare l’organismo in salute.

 

Scegliere il supporto di un professionista per curare l’aspetto alimentare, soprattutto in questi casi può fare la differenza. Attraverso un programma personalizzato, infatti, si può agire lavorando sulle specifiche esigenze personali.
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