Settembre è per molti un periodo impegnativo per il nostro organismo da un punto di vista fisico e psicologico.

Per ripartire con la giusta energia, gioca un ruolo importante anche l’alimentazione.

Una corretta alimentazione deve essere sana ed equilibrata e deve prevedere un consumo vario di frutta e verdura, proteine, carboidrati e lipidi: in questo modo ci fornirà tutti i macro e i micronutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno.

Da privilegiare il consumo di verdura e frutta di stagione, che contengono vitamine e sali minerali utili al nostro organismo. È bene assicurarsi poi tutti i macronutrienti caratteristici di una corretta alimentazione e ripartiti in maniera bilanciata: i carboidrati, che garantiscono energia immediata, le proteine, che hanno funzione plastica e di supporto ai nostri muscoli, e grassi buoni, che sostengono il sistema nervoso centrale, sono ricchi di antiossidanti e aiutano a veicolare le vitamine liposolubili. La colazione è importante perché aiuta a iniziare la giornata con la giusta carica, è preferibile poi consumare pasti non troppo abbondanti e fare nel corso della giornata piccoli spuntini, che ci aiutano a mantenere le energie per esempio consumando frutta, yogurt, centrifughe e smoothies.

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Ricche di fibre e acqua, le pesche sono un alimento da portare spesso in tavola durante la loro stagione.

Sono ricche di sostanze nutritive fondamentali per il nostro organismo e contengono antiossidanti che ci proteggono dagli effetti negativi dei radicali liberi sulla nostra pelle e sugli organi del nostro corpo.

Le pesche sono una fonte importante oltre che di vitamina A, benefica durante l’esposizione al sole, anche di vitamina C, che permette in particolare di facilitare l’assorbimento del ferro. Hanno proprietà diuretiche e depurative. Il consiglio è di consumarle fresche, ad esempio nelle macedonie e nei frullati, ma anche nella preparazione di dolci estivi leggeri e salutari.

Possiamo considerare le pesche anche come una fonte di sali minerali oltre che di vitamine poiché contengono molti minerali vitali, come il potassio e il ferro. Il ferro è importante per la formazione dei globuli rossi mentre il potassio aiuta a regolare il battito cardiaco e la pressione sanguigna.

Essendo ricche di fibre e aiutano ad abbassare il colesterolo e nella regolarità intestinale. Sono preziose per la salute degli occhi, della pelle e del sistema nervoso. Migliorano la digestione e aiutano l’organismo a disintossicarsi.

Il contenuto di antiossidanti delle pesche le rende un alimento utile per contrastare patologie legate all’obesità, come il diabete e le malattie cardiovascolari. Le pesche sono un vero e proprio rimedio naturale alimentare per la pelle grazie alla loro ricchezza di vitamine, che aiutano nella rigenerazione dei tessuti.

La salute e l’efficienza dell’uomo dipendono in gran parte dall’alimentazione, che contribuisce a costruire, rigenerare, mantenere il corpo e a fornire l’energia indispensabile al buon funzionamento dell’organismo. Mangiare troppo e in maniera non corretta può causare sovrappeso, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete, e quindi aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori.

Una alimentazione corretta ed equilibrata, sullo stile della dieta mediterranea, è quindi in grado di regolare ognuno di questi fattori di rischio tramite il giusto apporto dei seguenti nutrienti:

  1. I grassi alimentari: a seconda del tipo e della quantità dei grassi della dieta si ottengono variazioni sui livelli di colesterolo buono e cattivo (HDL e LDL), sui trigliceridi e sulla colesterolemia. La prevalenza dei grassi insaturi rispetto ai saturi non solo diminuisce la colesterolemia, ma diminuisce anche l’aggregazione delle piastrine e quei fattori infiammatori che sono alla base dello sviluppo delle malattie cardiovascolari.
  2. Le proteine: diete troppo ricche di proteine animali comportano un aumento di rischio di malattie cardiovascolari, esattamente all’opposto delle diete ricche di proteine vegetali.
  3. Carboidrati (semplici e complessi): Diete troppo ricche di carboidrati o di carboidrati semplici ad elevato indice glicemico possono portare ad un aumento dei trigliceridi, con relativo aumentato rischio di insulinoresistenza/sovrappeso/obesità e in ultimo di diabete.
  4. La fibra alimentare: La ricchezza di fibra di una dieta, indice di corretto apporto di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, comporta una diminuzione di glicemia e colesterolemia, con una conseguente diminuzione del rischio cardiovascolare.
  5. Sodio: il rischio di ipertensione arteriosa può essere ridotto da un’alimentazione mediterranea, con moderate quantità di prodotti conservati, salumi e formaggi stagionati ed elevate quantità di frutta e verdura, che apportano invece che sodio il suo antagonista naturale, il potassio.
  6. Antiossidanti: frutta e verdura sono ricchissime anche di molecole protettive, in grado di prevenire e combattere lo stress ossidativo e diminuire il rischio cardiovascolare.
  7. Vitamina B12, acido folico e vitamina B6 sono i requisiti per il mantenimento di bassi livelli di omocisteina plasmatica, un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
  8. Steroli vegetali: sono gli analoghi vegetali del colesterolo, che essendo molto simili competono con i siti di assorbimento del colesterolo riducendolo sensibilmente.

Nel nostro piccolo, fare attenzione ai prodotti alimentari che acquistiamo e limitare il consumo di carne è un gesto importante che può ridurre l’impatto ambientale, incidendo su diversi fattori.

Il settore agricolo è responsabile di circa un quarto delle emissioni globali di gas serra, delle quali oltre il 60% provengono dalla produzione, ormai sempre più intensiva, di carne e derivati animali. Se non facciamo nulla questa percentuale continuerà ad aumentare.

Le emissioni legate alla produzione intensiva di carne derivano dai gas generati dagli animali durante i processi digestivi e dal deposito e spandimento delle enormi quantità di letame prodotte.

L’impatto sul clima, però, passa anche attraverso la produzione di mangimi, che ha un impatto distruttivo sulle foreste e sul cambio di uso del suolo.

Ridurre drasticamente il consumo di carne e compiere acquisti alimentari che premiano le produzioni ecologiche, aiuta a combattere il cambiamento climatico, proprio come andare a lavoro in bicicletta e ridurre il nostro consumo di energia.

L’uso di antibiotici negli allevamenti intensivi è inoltre una delle cause dell’aumento dell’antibiotico-resistenza, che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito un’emergenza sanitaria globale.

L’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi ha poi impatti potenzialmente molto pericolosi sulla salute delle persone, tanto che in Italia questi impianti sono la seconda causa di inquinamento da polveri fini e le enormi quantità di liquami prodotte finiscono sempre più spesso per inquinare terreni e corsi d’acqua, mettendo a rischio anche le falde acquifere.

Ridurre il consumo di carne influisce ovviamente anche sul benessere degli animali.
Il 72% degli animali allevati in Europa proviene da aziende intensive di grandi dimensioni, e l’Italia anche in questo caso non fa eccezione.

Parliamo di impianti all’interno dei quali si trovano animali vivi, che nella maggior parte dei casi non vedranno mai la luce del sole, non potranno mai correre o accudire i propri piccoli e che spesso non riescono neanche a muoversi o girarsi.

Solo una riduzione drastica del consumo di carne permetterebbe modelli di produzione più ecologici e attenti al benessere animale.

La distruzione delle foreste legata alla produzione di materie prime, implica perdita di biodiversità e, sempre più spesso, violazioni dei diritti fondamentali dei popoli che le abitano da generazioni. Ma significa anche perdita dei nostri principali “polmoni”: le foreste catturano infatti circa un terzo dell’anidride carbonica derivante dalla combustione di gas, petrolio e carbone.

Ridurre la quantità di carne che mangiamo significa pertanto permettere all’umanità e al Pianeta di respirare meglio.

 

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