Lo sapevi? Tra i numerosi fattori che incidono sulla predisposizione alla gravidanza, lo stile di vita è tra i più importanti. Non si tratta solo di evitare fumo e alcolici, né di bandire semplicemente patatine fritte e dolci. È fondamentale un impegno a modificare attivamente la propria alimentazione.

Certo l’alimentazione non può far nulla dinanzi a gravi problemi di infertilità, ma potrebbe spiegare tanti casi di mancato concepimento senza alcun motivo apparente.

Dopo l’assenza di patologie specifiche, oltre all’età della donna, l’alimentazione può costituire un ostacolo al concepimento: se la donna è in sovrappeso o è obesa bisognerebbe intervenire con una dieta in grado di portare il suo Indice di massa corporea (BMI)a valori considerati normali. Questo perché è stato dimostrato che le donne con un BMI alto che riescono a ridurre il loro peso del 10% rispetto al valore di partenza, possono beneficiare di un significativo miglioramento della fertilità. L’eccesso di peso infatti può avere conseguenze piuttosto importanti che possono minare la capacità di concepimento di una donna, sia spontanea che tramite fecondazione assistita. Può infatti alterare o impedire l’ovulazione, e ostacolare l’annidamento dell’ovocita fecondato.
Ovviamente, uno stile alimentare sano ed equilibrato è altrettanto importante anche per i normopeso.

Recenti studi dimostrano che, in generale, uno stile alimentare ispirato alla dieta mediterranea può rivelarsi un “alleato” della fertilità. Ideale quindi sarebbe seguire la dieta mediterranea con qualche piccolo accorgimento: un apporto inferiore di carboidrati, molta più frutta e verdura di stagione e una particolare attenzione alla scelta delle materie prime.

Non c’è bisogno di rinunciare alla pasta, anche se si suggerisce di preferire quella integrale, ricca di nutrienti e con un maggior potere saziante, consumandola generalmente 2 volte a settimana. In alternativa alla pasta, si può optare per riso, orzo, farro, ecc. Sulla scelta di frutta e verdura è sempre meglio preferire quella di stagione che, in generale, ha un più alto contenuto di nutrienti.

Un’attenzione particolare si deve rivolgere all’etichetta dei prodotti scelti: ad esempio, quando si acquistano le uova, fonte importante di proteine nobili, è meglio assicurarsi che provengano da galline allevate a terra.

Inoltre, la dieta “amica” della fertilità prevede anche poca carne rossa, a cui bisogna preferire il pesce, raccomandando anche il consumo di frutta secca che è ricca di acidi grassi omega 3, notoriamente benefici per la fertilità.

Le seppie ripiene sono un secondo piatto gustoso, perfetto per i pranzi domenicali!

 

INGREDIENTI:

  • 1 kg di seppie fresche di media grandezza
  • 2 uova
  • 100 g di pecorino grattugiato
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 300 gr di mollica di pane
  • 2 cucchiai di capperi
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

PROCEDIMENTO:

  • Bagnare la mollica di pane con un po’ d’acqua senza farla ammorbidire troppo.
  • Intanto pulire le seppie con cura senza romperle: separare il corpo della seppia dalla testa aiutandosi con le forbici, tagliare e sfilarla insieme ai tentacoli in modo da far fuoriuscire anche l’intestino e la vescicola con l’inchiostro che vanno eliminati. Pelare la sacca tirando via la pelle ed estrarre l’osso; dal centro della testa eliminare la bocca a becco e gli occhi con le forbici. Sciacquare bene sotto l’acqua corrente e far sgocciolare in uno scolapasta.
  • Preparare il ripieno in una ciotola capiente unendo alla mollica bagnata e poi strizzata le uova, l’aglio e il prezzemolo tritati, i capperi, il formaggio, i tentacoli tagliati a pezzetti, sale e pepe: amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto.
  • Farcire le seppie con il composto ottenuto, richiudere con uno o più stuzzicadenti o con dello spago da cucina lungo l’apertura verticale.
  • Oliare il fondo di una teglia da forno, porre all’interno le seppie ripiene ben chiuse e cuocere per circa 30 minuti a 200° in forno preriscaldato.

Il periodo estivo, oltre a dare la possibilità di rilassarsi maggiormente rispetto all’inverno, offre molte occasioni, a chi convive con la sindrome del colon irritabile, per variare la dieta, mangiare frutta e verdura di stagione ed evitare quei cibi che innescano i tipici sintomi dell’intestino irritabile, come dolori e crampi addominali, costipazione, diarrea o stitichezza.

L’alimentazione per rilassare la psiche

Dato che stiamo parlando di un disturbo psicofisico, è importante sottolineare che non è possibile curare la sindrome del colon irritabile esclusivamente attraverso l’alimentazione. Tuttavia, una dieta sana e ricca di cibi che aiutano a liberare il corpo dalle tossine e che lo mantengono sempre idratato e arricchito dei giusti nutrienti permette di mantenere uno stile di vita rilassato e, di conseguenza, di diminuire le fastidiose conseguenze dell’intestino irritabile.

I consigli per ridurre i crampi addominali

Abbiamo già detto che il colon irritabile è una sindrome che coinvolge la sfera psichica e fisica. Mangiare lentamente e in ambienti rilassanti, quindi, è la prima regola da tenere a mente per facilitare la digestione ed evitare i crampi addominali. Meglio ancora se durante il giorno si riesce a mangiare frequentemente piccole porzioni di cibo.

Come controllare la stipsi

Per evitare la stitichezza, è importante mangiare cibi ricchi di fibre, bere molta acqua e fare almeno un quarto d’ora di attività fisica ogni giorno; basta anche solo una camminata a passo veloce dall’ufficio alla macchina prima di tornare a casa. Ma quali sono gli alimenti ricchi di fibre? L’orzo perlato, i fagioli, i carciofi, le lenticchie, i lamponi, le fave, i piselli, il pane, la pasta e i cereali integrali (per la colazione).

Ridurre la diarrea

Ogni persona è diversa, per cui è importante imparare a conoscersi a poco a poco e tenere un diario dove annotare i cibi che comportano i problemi maggiori. Di solito, gli alimenti che causano diarrea nelle persone con colon irritabile sono la caffeina, i latticini, i legumi, gli alcolici, i cavoli, i broccoli e i dolcificanti artigianali.

Durante l’estate, la dieta consigliata per evitare i disturbi del colon irritabile comprende soprattutto tanti cibi ricchi di fibre solubili, quindi: frutta e verdura a volontà! Mango, papaia, mele, rape, barbabietole, carote, patate, farina di mais, soia, riso, farina d’avena, pane di frumento e cereali sono un toccasana per la linea e soprattutto per il benessere.

Il profilo metabolico varia per ognuno di noi. Per questo motivo, si può osservare come due persone possono reagire in maniera differente allo stesso regime alimentare.

Nessuna dieta, infatti,  può essere considerata efficace senza un adeguato studio specifico della persona che si appresta ad affrontarla. A conferma di ciò, una ricerca pubblicata sulla rivista «Diabetes», condotta da un gruppo di ricercatori del National Institute of Health e dell’Università di Pisa, che hanno studiato la risposta metabolica di 79 adulti sani.

Lo studio consisteva nel mantenerli prima a digiuno e poi offrire loro diverse diete ipercaloriche ricche in carboidrati o in grassi, il tutto, ogni volta, per ventiquattro ore. Somministrata la dieta, i ricercatori hanno osservato le risposte ponendo ogni partecipante in una camera metabolica, ovvero in una stanza isolata termicamente in cui diversi sensori rilevano i parametri vitali, misurano il consumo di ossigeno e la produzione di anidride carbonica di chi è all’interno.

L’obbiettivo era quello di definire con esattezza il fabbisogno energetico giornaliero e il profilo metabolico, ovvero la maggiore propensione a utilizzare gli zuccheri complessi o i grassi come fonte energetica per tutte le nostre attività (non soltanto fisiche).

Questo passaggio è necessario per quantificare la predisposizione di un individuo a guadagnare o a perdere peso, rispondendo quindi al quesito del perché la stessa alimentazione ha effetti diversi a seconda delle persone a cui è sottoposta.

L’esito della ricerca conferma che ci sono soggetti più propensi a ossidare i grassi e altri più inclini a fare lo stesso con i carboidrati. Questi ultimi, guadagnano più peso nel tempo pur seguendo una dieta normocalorica perché, non consumando tutti i grassi ingeriti con la dieta, li immagazzinano nel corpo come tessuto adiposo.

Al di là di quello che mangiamo, dunque, è il nostro profilo metabolico a determinare il mantenimento di un adeguato girovita. I fattori che condizionano questo parametro sono la genetica, gli ormoni, la dieta e dallo stile di vita in generale.

Affidarsi a degli esperti per creare un regime alimentare personalizzato e specifico per le proprie esigenze, è quindi l’unico modo per ottenere risultati evidenti, duraturi e soprattutto sicuri.

Proporre ai più piccoli un’alimentazione adeguata rappresenta, in questo periodo, un importante accorgimento da seguire per far sì che le vacanze siano davvero un momento di distensione e di benessere per tutti.

L’estate, che per i ragazzi significa principalmente vacanza, è sempre accompagnata da un grande caldo che spesso causa cambiamenti non sempre salutari nell’alimentazione dei bambini e dei ragazzi. Se infatti per i piccoli lattanti il caldo comporta spesso riduzione dell’appetito e relative ansie familiari, per i bambini in età prescolare e scolare esso si associa a variazione del ritmo del sonno, rifiuto anche maggiore del solito della colazione, ricerca di bevande zuccherate fredde (come risposta all’esigenza dell’acqua), frutta e verdura sempre piuttosto scarsi e un consumo elevato di gelati.
Per fare in modo che l’estate sia invece un periodo di riposo e relax, è necessario ricordare alcune semplici regole:

– il caldo comporta una riduzione di appetito in tutte le età, quindi anche ai bambini di età inferiore ai 2 anni. In questo periodo la cosa più importante è assumere liquidi quindi se il biberon viene rifiutato potrà essere sostituito con del latte quasi freddo o da un fresco yogurt;
– per invogliare e stimolare i bambini a mangiare regolarmente, può essere utile giocare con i colori degli alimenti, puntare su temperature più basse e sulla semplicità nella preparazione: non forzare mai il bambino a finire la porzione;
– è necessario proporre ai bambini un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura, possibilmente presentata in piccole porzioni sistemate in piatti grandi, su tavole ben preparate in cui il colore è abbondante;
– i bambini più grandi, spesso la sera restano svegli fino a tardi e conseguentemente la mattina, svegliandosi più tardi, saltano la colazione. Tuttavia, è molto importante non fargli abbandonare l’abitudine alla prima colazione, poiché rappresenta il pasto più importante della giornata, fornendo l’energia e i nutrienti di cui abbiamo bisogno;
– durante l’arco della giornata il caldo porta ad avere sete, ma spesso i nostri bambini ricercano come risposta bevande gassate zuccherate che apportano calorie, favorendo il sovrappeso e senza soddisfare il desiderio di dissetarsi. Questa abitudine è sbagliata, in quanto l’unico modo di idratare correttamente il corpo è quello di assumere acqua, a tutte le età;
– di fronte al rifiuto di alimenti cotti e caldi come carne o pesce non bisogna preoccuparsi subito e ricorrere ad alimenti precotti od impanati pur di farlo mangiare, ma preferire alimenti freddi e semplici. Un’alimentazione corretta prevede nell’arco di una settimana un consumo di: carne, pesce e legumi almeno 3-4 volte mentre formaggi, affettati e uovo 1-2 volte. Se il caldo non si attenua è bene ricorrere a cibi freddi magari preparati in insalatone colorate ed anche se il consumo di affettati, uovo e formaggi risulterà maggiore, si potrà recuperare in seguito;
– frutta e verdura sono sempre uno dei problemi maggiori per i nostri bambini, anche se in estate la maggiore varietà di tali elementi porta alcuni giovani a mangiarne di più, mentre per altri rimane un tabù: svuota il frigorifero di tanti prodotti per riempirlo di frutta e verdura molto colorati, prepara belle macedonie da offrire come spuntino a tuo figlio ed ai suoi amici sempre giocando sui colori e sulle preparazioni (es. spiedini e ghiaccioli di frutta fatti in casa). In questo modo l’estate servirà a farlo avvicinare a queste pietanze;
– in estate tutti abbiamo la voglia di un buon gelato e spesso esso rappresenta la dolce fine di una cena o di una breve passeggiata: il gelato è un ottimo alimento e come tale va considerato secondo il suo apporto calorico, diverso secondo il tipo che si mangia; se il proprio figlio è in sovrappeso è consigliato prenderlo alla frutta. Quando è in previsione un dopo cena, cerca di metterlo alla fine di una buona ora di passeggiata: lo gusterai meglio e aiuterai tuo figlio a crescere in modo sano.