Le noci sono preziose alleate della nostra salute grazie alla loro azione antiossidante, anti-colesterolo e di prevenzione nei confronti delle malattie cardiache.

Sono innanzitutto ricche di sali minerali (magnesio, potassio, ferro e calcio), vitamine (soprattutto vitamina E, acido folico e vitamine del gruppo B) e proteine.

Contengono, inoltre, grassi “buoni”, ovvero gli acidi grassi omega 3, che aiutano ad abbassare il livello di colesterolo LDL e prevengono le infiammazioni. Grazie al contenuto di acido ellagico, un potente antiossidante naturale, sono ottime anche per rafforzare il sistema immunitario.

Infine, contengono melatonina, una sostanza che regola il ritmo sonno-veglia, e arginina, un amminoacido che fornisce energia all’organismo.

I benefici di questo alimento sono notevoli. Innanzitutto, grazie all’elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi (Omega 3 e Omega 6), oltre ad aiutare ad abbassare i livelli di colesterolo LDL, hanno azione antinfiammatoria e antitumorale.

La vitamina B1 regola il metabolismo energetico, il funzionamento del sistema nervoso e muscolare. La vitamina B6, invece, regola la sintesi di serotonina, rafforza il sistema immunitario e previene disturbi neurologici. La vitamina B9, meglio conosciuta come acido folico, e il ferro, sono fondamentali per la corretta produzione di emoglobina e per combattere l’anemia.

Lo zinco contenuto nelle noci è utile per prevenire le malattie della prostata. Se consumate a cena, grazie alla melatonina, aiutano a combattere l’insonnia. Inoltre, l’elevato apporto energetico e le numerose vitamine che contengono le rendono l’alimento perfetto per le donne in gravidanza, i bambini, gli sportivi e le persone convalescenti.

Essendo poi ricche di proteine vegetali, calcio e ferro, sono molto utili nelle diete vegetariane e vegane, per sostituire la carne e i derivati animali. Infine, la vitamina E ha proprietà antiossidanti, mentre il magnesio favorisce il corretto funzionamento del sistema muscolare.

In media, si consiglia di mangiarne 30 grammi al giorno (che corrispondono a circa otto noci), per beneficiare di tutte le proprietà, senza rischiare un aumento di peso dovuto all’elevato apporto calorico.

L’ideale sarebbe consumarle a colazione, magari insieme allo yogurt, oppure come spuntino, insieme ad un frutto. Possono anche essere aggiunte all’insalata, per renderla saporita e ricca di proprietà, o nella macedonia.

L’ intolleranza alimentare è uno de disturbi  più comuni legati al cibo.

  • Quelle enzimatiche sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. L’intolleranza enzimatica più frequente è quella al lattosio, una sostanza contenuta nel latte; un altro esempio di intolleranza dovuta alla carenza di un enzima è il favismo.
  • Le intolleranze farmacologiche si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi.
  • In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti. Non è ancora chiaro se in questo caso si tratti di intolleranza o di allergia: non ci sono prove che la reazione abbia basi immunologiche, ma le manifestazioni sono così variabili che non si può escludere la possibilità di un’interazione tra meccanismi biochimici e meccanismi mediati immunologicamente.

Sintomi e complicanze

La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile: generalmente si riscontrano sintomi prettamente intestinali (gonfiore, dolori addominali, diarrea, vomito, perdita di sangue con le feci), in alcuni casi sono presenti anche mal di testa, sonnolenza, palpitazioni. Le allergie, invece, poiché sono scatenate da meccanismi immunologici, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali.

La sintomatologia legata alle intolleranze può in alcuni casi divenire cronica; le allergie possono avere anche complicanze più gravi, fino allo shock anafilattico.

L’indagine utilizzata per accertare la diagnosi consiste nell’individuare l’alimento sospetto, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l’alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto si verifica, attraverso test diagnostici, se è coinvolto il sistema immunitario e se si tratta pertanto di un’allergia; in caso contrario il disturbo è molto probabilmente dovuto a un’intolleranza.

Oggi esistono anche dei “test alternativi” (per esempio il test citotossico) per diagnosticare le intolleranze alimentari, ma sono privi di attendibilità scientifica e non hanno dimostrato efficacia clinica.

Il trattamento per le intolleranze alimentari, come per le allergie, consiste nell’eliminare dalla dieta o consumare in piccole quantità gli alimenti che provocano la reazione.

Intolleranza al lattosio

La più comune intolleranza enzimatica è quella al lattosio, generalmente ereditaria e molto diffusa in Asia e in alcune regioni dell’America. In Europa, è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l’Italia.

Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Prima di essere assorbito e utilizzato dall’organismo il lattosio deve essere scomposto nelle sue componenti, il glucosio e il galattosio. Per effettuare questa operazione è necessario un enzima chiamato lattasi. Se non vengono prodotte sufficienti quantità di lattasi una parte del lattosio può non essere digerito.

Una scarsa produzione di lattasi non implica necessariamente l’intolleranza al lattosio. Pertanto, questa intolleranza può essere ridotta attraverso la graduale reintroduzione nella dieta dei cibi contenti lattosio.

La sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita, più evidenti sono i sintomi, che possono includere flatulenza, diarrea, gonfiore e dolori addominali.
In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che lo contengono, a volte è possibile individuare la quantità di lattosio che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Se l’intolleranza è lieve possibile controllare i sintomi bevendo il latte durante i pasti, sostituendo i prodotti freschi con quelli fermentati, bevendo latte povero di lattosio. Alcuni formaggi (parmigiano, emmental, cheddar, edam) contengono pochissimo lattosio. Se l’intolleranza è grave è importante fare attenzione e leggere accuratamente le etichette degli alimenti: il lattosio, infatti, è utilizzato in molti cibi pronti.

Nei mesi autunnali bere una bella tisana, soprattutto la sera prima di andare a dormire, è davvero molto piacevole. Tra le tantissime alternative che abbiamo a disposizione, le più adatte sono quelle che ci aiutano ad aumentare le difese immunitarie.

Solitamente contengono spezie e miscele di frutta: le proprietà antibatteriche, fornite da questi ingredienti, aiutano infatti a scongiurare i malanni della stagione. Vediamo quindi alcuni ingredienti per le tisane più adatte in autunno.

  • Yogi tea, contiene zenzero, pepe nero, cardamomo, cannella e chiodi di garofano. Lo zenzero è un antibiotico naturale, e aiuta anche a combattere lo stress. Per quanto riguarda la cannella, oltre ad essere a dare un ottimo sapore, è anche antiossidante, antibatterica, e aiuta a stimolare le difese immunitarie facendo fronte a raffreddori e altri malanni dell’Autunno. Se avete la tosse, non potete fare a meno del cardamomo nelle vostre tisane, che fa bene anche in caso di raffreddore. I chiodi di garofano vi aiuteranno invece a digerire, facendo fronte al mal di testa e alla stanchezza. Per quel che concerne il pepe nero, esso è un buon antisettico ed espettorante.
  • Tisana con malva, conosciuta per i suoi bellissimi fiori viola, viene utilizzata per combattere numerosi disturbi: dalla tosse al mal di gola al mal di stomaco. Perfetta inoltre per alleviare le infiammazioni dovute alle punture d’insetto, ha anche un effetto emolliente e idratante per la pelle. Per la preparazione della tisana potete utilizzare sia i fiori che le foglie: fate bollire 6 foglie fresche o qualche foglia essiccata in circa 500 ml di acqua, filtrate e in caso aggiungete un po’ di miele.
  • Tisana con melissa, l’ideale per stress e insonnia. Per realizzare l’infuso fate bollire insieme alle foglie essiccate di melissa anche la scorza d’arancia o di limone e poi lasciate in infusione per qualche minuto.
  • Tisana con lavanda e salvia, ricche di  proprietà benefiche. La salvia permette di realizzare un gradevole infuso dalle proprietà digestive; la lavanda, i cui fiori devono essere raccolti a fine estate e lasciati essiccare, ha invece proprietà calmanti e rilassanti.
  • Tisana alla menta, perfetta per alleviare numerosi disturbi. Dalle sue foglie si ottiene un infuso dalle proprietà digestive e tonificanti da utilizzare anche in caso di mal di denti o infiammazioni gengivali.