La carenza di ferro è una condizione che colpisce un terzo della popolazione mondiale.

Ciò nonostante, a causa della difficoltà a riconoscerne i sintomi, è ancora trascurata e sotto diagnosticata.

I sintomi, infatti, appaiono slegati tra loro: frequenti mal di testa, fragilità di unghie e capelli, stanchezza, irritabilità, colorito pallido, scarsa concentrazione e maggiore esposizione alle infezioni.

Nelle donne, più soggette a questo tipo di disturbo, la carenza di ferro può essere causata da perdite eccessive di sangue dovute a cicli mestruali abbondanti, insufficienza renale cronica, scompenso cardiaco e malattie croniche intestinali. Un apporto nutrizionale non adeguato, derivante dallo scarso consumo di alimenti ricchi di ferro, contribuisce fortemente a peggiorare questa condizione.

Per prevenirla e curarla, oltre all’assunzione di preparati a base di ferro, si consiglia quindi una modifica della dieta. Gli alimenti che meglio si prestano a questo tipo di esigenza sono le carni rosse, soprattutto le interiora come il fegato, o anche il pesce e le uova, tuttavia si raccomanda di assumere questi alimenti accompagnandoli con cereali, verdura e frutta. È favorito anche l’uso di erbe aromatiche che non sono solo fonti naturali di ferro, ma aiutano a mantenere elevata l’acidità dell’ambiente gastrico che consente un migliore assorbimento del ferro.

Ogni anno, il 26 novembre, si celebra la Giornata della Carenza di Ferro, un’ occasione per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi di questo disturbo e di parlarne con il proprio medico di fiducia