L’Endometriosi è una malattia che colpisce le donne, determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero.  In Italia, sono 3 milioni le donne che riscontrano questa anomalia, che determina nel corpo infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile e che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali.

Un’alimentazione equilibrata e specificatamente basata sulle conseguenziali esigenze, aiuta a contrastare i problemi.
Nello specifico, quando si parla di dieta per l’endometriosi, ci si riferisce ad un regime alimentare che contribuirà in maniera determinante alla riduzione dei dolori e dell’infiammazione.

L’obiettivo principale è quello di migliorare la risposta insulinica e la sintomatologia globale dell’endometriosi, attraverso la combinazione di cibi antinfiammatori, disintossicanti e liberi di ormoni.

Anche se ogni profilo alimentare deve essere delineato in maniera personalizzata, esistono delle linee guida generali:

•    Bilanciamento tra omega-6 e omega-3
Aumentare il consumo di alimenti contenenti omega-3 come il pesce pescato e diminuire tutti quegli alimenti che contengono omega-6 come l’olio di girasole, ampiamente utilizzato nei prodotti da forno, nei prodotti confezionati, nelle merendine, nei biscotti. Quindi attenzione alle etichette! Attenzione anche a scegliere fonti proteiche di qualità poiché quelle derivanti da allevamenti intensivi hanno un più alto contenuto di omega-6 e un più basso contenuto di omega-3, più studi confermano che passando dall’allevamento al pascolo a quello intensivo si assiste a una notevole diminuzione degli omega-3, il contenuto dipende fortemente da cosa consuma l’animale.

•    Corretta gestione dell’insulina e dei carboidrati
Un’adeguata ripartizione dei carboidrati è di fondamentale importanza per garantire un’efficace secrezione di insulina, va ricordato infatti che i picchi insulinici promuovono l’infiammazione. Attenzione quindi non solo agli zuccheri ma anche ai latticini che sono alimenti insulinogenici e al carico glicemico complessivo del pasto.

•    Sostanze antinfiammatorie e antiossidanti
E’ utile apportare sostanze antinfiammatorie come curcuma, zenzero, verdura cruda e garantirsi un buon apporto di alimenti contenenti vitamina A, C, E e magnesio.

•    Attenzione ai disregolatori endocrini
Si tratta di sostanze che mimano l’azione dei nostri ormoni, interferendo con la produzione ormonale. Sono considerati responsabili anche dello sviluppo e della progressione dell’endometriosi. Purtroppo sono molto diffusi: dallo scatolame in latta, alle plastiche, ai pesci di grande taglia, ai pesticidi. Anche la soia è considerata un interferente endocrino e andrebbe evitata in caso di endometriosi.

Da non trascurare, in caso di endometriosi, è il ruolo della vitamina D che possiede proprietà antiproliferative, antinfiammatorie e immunomodulanti. Inoltre, la vitamina D è di fondamentale importanza nella fertilità: più studi dimostrano che migliora le possibilità di concepimento sia nel caso di una gravidanza naturale sia in un percorso di PMA.

Tuttavia, come già detto in precedenza, l’alimentazione per l’endometriosi deve adattarsi alla donna, alla sua sintomatologia, alla sua storia clinica ma anche alle sue esigenze sociali e lavorative.
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