Mangiare bene è la regola fondamentale per una vita lunga e in salute. Ma quanti controllano le etichette alimentari presenti sugli alimenti che si acquistano?
Le etichette sono state rese obbligatorie dall’UE nel 2011 su tutti i cibi confezionati, allo scopo di ottenere un elevato livello di tutela della salute per i consumatori, assicurando il diritto all’informazione. Tuttavia, ad utilizzare questo prezioso strumento, secondo i dati del dipartimento di Scienze e Politiche ambientali della Statale di Milano, non è che la metà circa dei consumatori.
Si tratta di un dato che dimostra quanto poco ci si informi su ciò che si assume, e su come la metà dei consumatori non curino la propria alimentazione con consapevolezza.

Infatti, il controllo regolare delle etichette, che ovviamente devono essere sapientemente interpretate, possono aiutare ad evitare molti errori.
Diversi esempi ce li fornisce l’endocrinologo e specialista in Scienze dell’alimentazione Lelio Morricone, alla guida della Nutrizione clinica e Prevenzione cardiovascolare dell’Irccs Sant’Ambrogio-Galeazzi di Milano.

1) È noto che è consigliabile assumere poco sale. Meglio evitare allora gli alimenti con più di 1,2 grammi di sale per 100 grammi di prodotto.
2) Gli ingredienti devono essere descritti sull’etichetta in ordine decrescente. Se in una crema alla nocciola il primo ingrediente è lo zucchero e la nocciola è al terzo posto a meno del 13%, mentre in un’altra la nocciola è il primo ingrediente con oltre il 45%, è facile capire quale delle due fa meno male.
3) Lo zucchero spesso è nascosto sotto altre voci: sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, maltosio, amido di mais, sciroppo di cereali, destrosio, fruttosio. Pertanto non bisogna fermarsi alla generica scritta «senza zucchero», ma leggere attentamente. La dose giornaliera consigliata è di 25 grammi al giorno.
4) Per gli alimenti integrali è meglio scegliere i prodotti con la scritta «farina integrale», significa che è ottenuta direttamente dalla macinazione del seme intero. Se invece leggiamo: «farina di frumento 00, crusca di frumento» vuol dire che di integrale c’è poco e che la farina è raffinata.

L’aumento inesorabile delle patologie legate ad una cattiva alimentazione sono la prova che è necessario puntare su un’alimentazione più sana e consapevole, a partire dagli acquisti. Oltre 18 milioni di italiani sono in sovrappeso e 5 milioni obesi. Fra i 6 e i 17 anni pesa troppo quasi un bambino su tre. Rispetto al 2001 il tasso di obesità è raddoppiato. Chi è in sovrappeso raddoppia la probabilità di ammalarsi di diabete: ne soffrono 3,7 milioni di italiani (più 70% in 18 anni). Aumenta il rischio ipertensione e malattie cardiache: il colesterolo alto colpisce il 21% dei maschi ed il 23% delle femmine.
Così come per l’alcool e per il tabacco, si rende necessaria una campagna di sensibilizzazione da parte